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    Sindaco di Fasano sospeso: solidarietà a Di Bari dal senatore Iurlaro e dal capogruppo regionale FI Zullo

    I due esponenti politici mettono sotto accusa la Legge Severino definendola una legge incivile e discriminante
    RedazioneDa RedazioneMarzo 26, 20143 minuti di lettura
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    Sindaco di Fasano sospeso: solidarietà a Di Bari dal senatore Iurlaro e dal capogruppo regionale FI Zullo - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Continuano a giungere, dopo il provvedimento di sospensione fatto recapitare dal Prefetto di Brindisi Nicola Prete, attestati di solidarietà al sindaco di Fasano Lello Di Bari. Ieri (martedì 25 marzo), sull'argomento, sono intervenuti il senatore Pietro Iurlaro e il capogruppo regionale di Forza Italia Ignazio Zullo.

     

    "La Legge Severino si conferma, ancora una volta – scrive il senatore Iurlaro -, un'assurdità giuridica dagli effetti devastanti non solo per il singolo amministratore, non solo per le comunità ma anche, e soprattutto, per il principio di presunzione di non colpevolezza vigente nel nostro ordinamento che, quindi, risulta essere preso a calci da una norma estremamente giustizialista. Una norma che non mi convinceva prima e non mi convince neanche ora laddove, commentando il caso Fasano e pur confidando nella Giustizia, ritengo che sia il sindaco di Bari sia il consigliere Amati meritino di difendersi, in tutti i gradi di giudizio, con la serenità propria di chi ritiene di non aver commesso alcun illecito. Pertanto, la sospensione del sindaco e, eventualmente, quella del consigliere appaiono come orrende mutazioni dalla conseguenze ancor più orribili, che distorcono un principio cardine del nostro ordinamento e la volontà di un elettorato sempre più svuotato del proprio potere".

     

    Il capogruppo Zullo, invece, paragona la vicenda Di Bari a quella di Silvio Berlusconi. "Così come l’estromissione del Presidente Berlusconi dal Parlamento ha segnato indelebilmente una delle pagine più nere della storia democratica del nostro Paese – dichiara Zullo – allo stesso modo la sospensione dalle funzioni del Sindaco di Fasano Lello Di Bari è inaccettabile in un Paese che fonda tutte le regole di convivenza democratica su una Costituzione che brilla più di ogni altra al mondo per le garanzie di rispetto della digntà della persona umana, che assume come suo diritto fondamentale la presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato attraverso tre gradi di giudizio e che sancisce doverosamente il principio universale della non retroattività della legge penale. Sospendere dalle funzioni un Sindaco, democraticamente e direttamente eletto dal popolo, solo a seguito del giudizio di primo grado, dà il segno dell’involuzione della nostra democrazia verso un giustizialismo punitivo che mortifica la dignità della persona e il principio costituzionale della presunzione di innocenza. Appare comunque, in una legge complessivamente incivile, una grave discriminazione, chiaramente passibile di per sé di ulteriori rilievi di incostituzionalità, quella per la quale ad una condanna in primo grado consegue l’immediata sospensione dalla carica di un Sindaco a fronte di una procedura più complessa per un Consigliere Regionale anche in presenza di una sentenza più pesante, mentre per un parlamentare si attende l’esito del terzo grado, come se non fossero tutti cittadini di eguali diritti ed espressione della stessa sovranità popolare, che meriterebbe più salda tutela sempre e comunque da pronunciamenti sovente destinati ad essere ribaltati di organi non elettivi. Restando comunque intatto, per la stessa vicenda ed in difesa degli stessi principi, il nostro fermo appello al Presidente Introna ed al Presidente Vendola per la difesa della dignità umana e politica e dei diritti costituzionali di un componente del Consiglio Regionale, oggi rinnoviamo anche quello ai parlamentari pugliesi perché assumano una iniziativa che corregga una legge delegata frettolosa e demagogica che viola, in violazione della stessa delega, principi fondamentali e mette a continuo repentaglio la sovranità popolare e l’efficienza delle Istituzioni. I diritti del Sindaco Di Bari e dei suoi elettori sono per noi sacri come quelli del Presidente Berlusconi e del suo Popolo, nei cui confronti è stato compiuto un autentico delitto politico".

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