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    Sei su:Home»Notizie»Cultura & Spettacolo»A Fasano la giornalista delle ‘Iene’ Nadia Toffa
    Cultura & Spettacolo

    A Fasano la giornalista delle ‘Iene’ Nadia Toffa

    Ieri sera (mercoledì 21 maggio), al Park Hotel Sant'Elia, la giovane inviata del noto programma televisivo ha presentato il suo allarmante libro-inchiesta sul gioco d'azzardo
    Antonella ArgentoDa Antonella ArgentoMaggio 22, 20143 minuti di lettura
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    A Fasano la giornalista delle 'Iene' Nadia Toffa - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Parlare di ludopatia, al giorno d’oggi, è un vero e proprio “azzardo”: la malattia del gioco è ormai diffusa ed imperante, sconvolge intere famiglie e coinvolge diverse generazioni e, una volta entrati nel tunnel della dipendenza, diventa difficile confessare il proprio problema patologico e farsi aiutare a risolverlo. Nadia Toffa, giornalista del programma televisivo di Italia 1 “Le Iene”, si è a lungo occupata dell’ “azzardomania” che travolge il nostro Paese; le sue inchieste, incisive e provocatorie, hanno svelato i retroscena peggiori di questa nuova piaga sociale: il business dello Stato e della criminalità organizzata, il disagio di persone indebitate fino al collo e spinte all’isolamento, al malessere psicofisico e al suicidio, infine la possibilità, incredibilmente quasi inesistente, che un giocatore ha di vincere la lotteria.

     

    Proprio per indagare il fenomeno dell’azzardo e per raccontare la ludopatia (dipendenza dal gioco, appunto) attraverso la voce dei “protagonisti”, la Toffa ha scritto il libro “Quando il gioco si fa duro. Dalle slot machine alle lotterie di Stato: come difendersi in un Paese travolto dall’azzardomania”, edito da Rizzoli; il volume è stato presentato ieri sera (mercoledì 21 maggio), nella sala Europa del Park Hotel Sant’Elia di Fasano, per il quarto appuntamento della rassegna “Primavera d’autore” messa a punto dal giornalista Mario Valentino. Presenti anche la docente Palmina Cannone, moderatrice dell’incontro, e il sindaco Lello di Bari.

     

    La giovane “Iena”, con la verve che la contraddistingue, ha informato sui dati derivanti dalle sue ricerche: l’Italia è la prima nazione in Europa (quarta nel mondo) per numero di giocatori d’azzardo; tra essi vi sono persone d’ogni età: il gioco online spinge anche i giovanissimi a diventare succubi di un fenomeno incontrollato e distruttivo, tanto che, nel nostro Paese, sono 1 milione e 200 mila i giocatori adolescenti, in aggiunta a 400 mila tra i 7 e i 9 anni. Si calcola, precisamente, che ciascun italiano, neonato, ragazzo o adulto che sia, spenda 1400 euro all’anno nel gioco, per un volume d’affari pari a 85 miliardi: «una somma» dice Nadia Toffa «che potremmo spendere in cultura, visto che l’azzardo non arricchisce nessuno, nemmeno lo Stato».

     

    Per mostrare il baratro a cui conduce la dipendenza dal gioco, la giornalista ha riportato le storie surreali di italiani incontrati indifferentemente tra nord e sud: tra essi vi è Nicola, un uomo che, per tre giorni, si è rinchiuso nel proprio garage, per giocare online con la sola “compagnia” di 300 Gratta e Vinci. La ludopatia si manifesta con il dolore fisico provocato dall’astinenza, l’estraniamento dal senso di realtà e la perdita del valore dei soldi e delle emozioni essenziali della vita. Ci sono, intorno a noi, tantissimi drammi sommersi di padri e madri di famiglia, professionisti, disoccupati, che non sanno come combattere la propria malattia e tengono per sé la vergogna della condizione in cui versano.

     

    A conclusione del suo libro, Nadia Toffa scrive i dieci comandamenti dell’aiuto, brevi ed essenziali riflessioni su come comportarsi quando il giocatore d’azzardo è un parente, un marito, un amico: non bisogna mai accusare, giustificare, sostenere economicamente un ludopatico, bensì parlare, condividere il disagio, responsabilizzare. Un contesto familiare sereno e comprensivo è il giusto punto da cui ripartire quando ci si vuole liberare del demone del gioco. La giornalista delle “Iene” ha scelto di educare e prevenire la dipendenza portando la sua inchiesta scritta anche nelle scuole: un modo per tutelare gli uomini del domani e radicare nella cittadinanza attiva significato e valore del senso di indipendenza.

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