FASANO – Il “Salento Finibus Terrae” ha preso il via anche in territorio fasanese: ieri sera (domenica 13 luglio) il festival internazionale di cortometraggi ha fatto tappa a Torre Canne, in piazza Nuova, con qualche cambio di programma. È saltata, infatti, la proiezione del divertente film “Amiche da morire”, diretto dalla regista Giorgia Farina con protagoniste Claudia Gerini, Cristiana Capotondi e Sabrina Impacciatore; su maxischermo, tuttavia, è andata in onda la partita della finale mondiale di calcio 2014: un omaggio di Romeo Conte, organizzatore della rassegna cinematografica itinerante, a tutti gli amanti dello sport.
Il match Germania – Argentina ha tenuto il pubblico col fiato sospeso per ben 112 minuti, fino a quando il tedesco Mario Gotze ha segnato il gol decisivo per la vittoria a Maracanà. A seguire gli spettatori, purtroppo, hanno disertato la proiezione dei cortometraggi in concorso per la sezione “Corto Italia”: con grande rammarico per gli organizzatori del festival, in pochi sono rimasti per visionare i brevi e coinvolgenti filmati densi di messaggi attuali e profondi.
Tra i volti noti presenti per la rassegna cinematografica, vi erano Giacomo Rizzo (conosciuto dai più per aver interpretato il ruolo dell’impiegato postale Costabile nel film “Benvenuti al sud” e nel sequel “Benvenuti al nord”) e Enzo Decaro, grande attore di teatro e spalla storica dell’indimenticabile Massimo Troisi. L’assessore comunale Laura De Mola ha portato poi i saluti istituzionali e i complimenti alla manifestazione internazionale, un appuntamento ormai immancabile nell’estate culturale fasanese.
Cinque i corti trasmessi: a dare inizio alle proiezioni è stato l’iperletterario “Il cappotto di lana” di Luca Dal Canto: è la storia del giovane Amedeo, affascinato dalla letteratura e dalle poesie di Giorgio Caproni, alle prese con un padre gretto e superficiale; il ragazzo, un giorno, trova il prezioso indumento dell’autore livornese e riesce a stabilire con lui un contatto mentale e sentimentale che diventa l’unica salvezza nell’arida realtà contemporanea. Il secondo cortometraggio, “Italia Italia” di Daniele Riccioni, è stato un particolare invito alla riflessione: una coppia sposata da molti anni, condannata ad una vita di abitudini e gesti sempre uguali, giunge ad un punto di svolta: la moglie tradisce il suo uomo con il sacerdote ma il marito, dopo aver scoperto l’accaduto, non riesce a “ricambiare” il peccato e così si rassegna ad un rapporto di bugie e di finzione.
La follia è il tema chiave della proiezione “Piove” di Francesco Zucchi: il dottor Tony, sempre in giro con la sua valigetta per visite mediche e favori personali, conduce un’esistenza apparentemente normale, fin quando si scopre che il protagonista è solo un pazzo che, probabilmente a causa di un incidente, ha perso la propria identità e non ricorda più il senso della vita. Il corto più breve, di soli due minuti, è stato “Mezzogiorno di fuoco” di Giuseppe Laudisa: un uomo, seduto al tavolo di un bar, mangia in modo fin troppo rumoroso, e un ragazzo, innervosito dalla noncuranza del signore nemmeno nel pulirsi i denti, decide per ripicca di infilzargli la mano con uno stecchino.
L’ultimo cortometraggio, sicuramente, è stato il più coinvolgente: “Il prigioniero” di Federico Peduzzi racconta la storia drammatica di un fotografo e una giornalista, fidanzati e rapiti in Medio Oriente durante un reportage di guerra. Il trauma vissuto dalla coppia è stato così terribile che, al rientro in Italia, i giovani hanno perso la capacità del linguaggio e di riconoscere il proprio status di uomini liberi; uno psichiatra, pertanto, decide di riportarli alla ragione e all’amore rinchiudendoli in una grotta e spingendoli a ribellarsi ai fantasmi orribili del passato.
Oggi (lunedì 14 luglio) la manifestazione raggiungerà Savelletri: in piazza Amati saranno proiettati altri undici cortometraggi della sezione “Corto Italia”; si inizierà alle 20.45.


