FASANO – Ora è guerra aperta tra il sindaco di Fasano Lello Di Bari, sospeso da qualche mese a causa della Legge Severino, e il movimento civico "in Comune". Ieri (mercoledì 16 luglio) gli attivisti del movimento civico guidato da Vito Bianchi avevano informato la stampa di aver inviato al Prefetto di Brindisi e al segretario generale del Comune di Fasano una nota in cui denunciavano palesi violazioni, da parte dello stesso Di Bari, proprio della Legge Severino. Insomma, per 'in Comune', il sindaco avrebbe continuato ad esercitare le sue funzioni.
Ma è arrivata pressoché immediata la risposta di Di Bari. "Personalmente penso che il movimento 'in Comune' stia andando fuori dal seminato – spiega il primo cittadino -. Io conservo lo status di sindaco a tutti gli effetti. Non posso partecipare ai consigli comunali e alle Giunte, non posso firmare atti ufficiali ma sono sempre il sindaco di Fasano eletto. Ora sono stanco di questa smania di visibilità da parte di 'in Comune' e sto valutando se non sia il caso di mettere la parola fine a tutte queste insinuazioni di bassa lega che vengono portate verso la mia persona e adire per vie legali".


