FASANO – Dovrà rispondere di omicidio colposo la 30enne di Locorotondo che era alla guida, domenica scorsa (27 luglio), della Fiat Punto scontratasi con la Ducati condotta dal 35enne Vito Palmisano poi deceduto a causa delle gravi ferite riportate. Ad iscriverla sul registro degli indagati è stato il sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro, titolare del fascicolo.
Un atto dovuto, questo, quando ci sono vittime in un sinistro stradale. Il sostituto procuratore, inoltre, ha conferito l'incarico all'ingegner Angelo Nocioni di cercare di capire come sia accaduto in realtà l'incidente. la dinamica, infatti, ad oggi, resta un mistero. sarà il consulente tecnico della Procura a tentar di far luce tramite i veicoli e una ricognizione sul luogo del sinistro. Ci saranno anche tecncici di parte, assunti dalla famiglia Palmisano e dalla conducente dell'auto, che studieranno la dinamica facendo anche capo ai rilevamenti effettuati dai Carabinieri della Compagnia di Fasano.
Una cosa è certa: sia l'auto che la moto viaggiavano nella stessa direzione. Vito Palmisano si stava recando a lavoro, a Borgo Egnazia quando si è scontrato con la Fiat Punto. Il centauro, dopo aver urtato il guard rail, è volato nella scarpata. Soccorso da un'ambulanza del 118 è spirato poi nel Pronto Soccorso dell'ospedale Perrino di Brindisi.

