Fasano – Rimettere l’agricoltura al centro delle attività e delle politiche di sviluppo e valorizzazione del Parco naturale regionale delle Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo coniugando conservazione e sviluppo.
Sono stati questi i temi affrontati nel corso del cordiale incontro tra CIA – Agricoltori Italiani Due Mari (Taranto-Brindisi) e i vertici del Parco delle Dune costiere.
L’incontro, svoltosi nei giorni scorsi a Ostuni e richiesto proprio da CIA Due Mari, ha visto la partecipazione, per CIA Due Mari, del presidente provinciale Giannicola D’Amico, del direttore provinciale Vito Rubino e del componente dell’esecutivo provinciale Luigi D’Amico, mentre per il Parco delle Dune costiere vi hanno preso parte il neo presidente Angelo Roma, il neo direttore Federico Ciraci e il componente della giunta esecutiva del Parco Gennaro Emanuele Valente.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate le problematiche che stanno attanagliando il comparto agricolo e soprattutto le numerose aziende che operano all’interno dell’area protetta. Dalla crisi congiunturale di mercato, al batterio Xylella fastidiosa che sta falcidiano l’intero territorio, alle possibilità di rilancio attraverso la promozione e valorizzazione delle produzioni tipiche, alle sperequazioni che si potrebbero determinare a svantaggio delle imprese agricole rispetto, invece, agli investimenti turistici che potrebbero realizzarsi all’interno del Parco grazie alla ZES Unica (Zona Economica Speciale) per il Mezzogiorno istituita da oltre 2 anni per attrarre investimenti tramite incentivi fiscali e semplificazioni amministrative.
Da parte di CIA – Agricoltori Italiani Due Mari è stato auspicato che la nuova governance del Parco ritorni a porre la giusta e dovuta attenzione verso il comparto agricolo, come è stato dalla istituzione del Parco fino al 2020.
Giova ricordare che l’area protetta in questione ha una estensione di 1100 ettari, il 90% della quale è area agricola caratterizzata dalla presenza di centinaia di aziende agricole, masserie, agriturismo, olivi plurisecolari, insediamenti rupestri.
Se il Parco esiste è perché esiste un territorio dall’elevata valenza paesaggistica grazie al lavoro di conservazione e tutela svolta nei secoli dai proprietari e conduttori dei terreni che ricadono nell’area.
“Ringraziamo il dott. Roma per aver subito accolto la nostra richiesta di incontro e formuliamo a lui, al direttore Ciraci e alla giunta esecutiva, i migliori auguri di buon lavoro – evidenziano i vertici di CIA – Agricoltori Italiani Due Mari -. E’ stato un primo momento di incontro e di confronto dal quale abbiamo ricevuto importanti rassicurazioni sulla ripresa della necessaria condivisione sui temi agricoli. Siamo certi che il nuovo presidente, le cui competenze sono ineguagliabili, il nuovo direttore, che ha svolto anche in passato questa funzione e conosce bene l’Ente, oltre che la giunta esecutiva, rappresenteranno un importante segnale di discontinuità con il passato. Da entrambe le parti è stata registrata unità di intenti e convergenza su diversi temi, sui quali nei prossimi mesi la nostra organizzazione non mancherà di assicurare il proprio supporto con l’unico obiettivo di sostenere e valorizzare le aziende agricole che operano nell’area protetta”.


