FASANO – Una Piazza Ciaia colma di emozione e devozione ha fatto da cornice, nella serata di ieri 22 maggio, ai festeggiamenti in onore di Santa Rita, una delle ricorrenze più sentite dalla comunità fasanese. La manifestazione ha vissuto i suoi momenti più intensi a partire dal calar del sole, quando la solenne processione cittadina ha accompagnato la statua della “Santa degli impossibili” dalla Chiesa Santa Maria Assunta in Cielo fino al “torsello” allestito sul palco centrale della piazza.
Alla cerimonia hanno preso parte le massime autorità civili e militari della città, guidate in prima fila dal sindaco Francesco Zaccaria, a testimonianza del profondo legame tra la cittadinanza e questa ricorrenza.
Il momento più alto e toccante della celebrazione eucaristica, presieduta dal priore di Fasano don Sandro Ramirez, si è raggiunto durante l’omelia. Don Sandro ha voluto dare voce a una testimonianza potentissima, leggendo alcuni passaggi della lettera scritta da Davide Simone Cavallo, lo studente di 22 anni rimasto invalido dopo essere stato brutalmente accoltellato da un branco di giovanissimi per soli 50 euro.
Le parole di Davide hanno lasciato la piazza in un silenzio carico di commozione:
Un messaggio di straordinaria forza, incentrato sul perdono e sulla compassione verso i suoi stessi aggressori. Nel testo, il giovane ha esortato i responsabili a non lasciarsi definire per sempre dall’errore commesso, indicando una via di riscatto umano che spiazza per lucidità e generosità.
Prendendo spunto dalle parole del ventiduenne, don Sandro Ramirez ha aperto una profonda riflessione sulla crisi del mondo giovanile, accendendo i riflettori sul fenomeno delle babygang e su alcuni recenti, preoccupanti episodi di cronaca locale.
Il priore non si è risparmiato, arricchendo il focus con un esempio personale per scuotere le coscienze dei presenti: l’educazione e il recupero dei ragazzi, ha sottolineato il parroco, devono tornare a essere una priorità assoluta per l’intera comunità, per evitare che la violenza spicciola e il vuoto valoriale prendano il sopravvento.
A conclusione della serata, la tensione emotiva si è sciolta nel tradizionale e suggestivo rito della benedizione delle rose rosse, simbolo per eccellenza della Santa di Cascia. Centinaia di fedeli hanno sollevato i loro fiori verso il cielo, portando a casa non solo un simbolo di devozione, ma anche il potente monito di speranza e riconciliazione emerso da una notte che Fasano difficilmente dimenticherà.
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