Fasano – Il 31 ottobre 2026, nella propria Sala Convegni, alle 17,30, l’UTL accenderà a Fasano una luce di speranza, in alternativa ad Halloween, una tradizione celtica importata dagli Stati Uniti, ma in realtà nata in Scozia. Proporrà la «Festa delle lanterne del Cuore», aperta a tutti e soprattutto ai fanciulli, alle loro famiglie e ai loro insegnanti. All’ingresso della sede (Portici-Fasano), gli artisti Anna Rosa Cincavalli e Giuseppe Di Bello accoglieranno il pubblico con palloncini e personaggi notturni della fantasia, che recheranno in mano un ramoscello d’ulivo. Proseguendo il percorso, i presenti andranno incontro alla Luce delle lanterne. In sala, la consigliera Giovanna Acquaviva indosserà un costume con i colori della Pace.
Protagonisti della Festa dell’UTL tre luci diverse che vengono da lontano, un’unica lanterna: San Francesco d’Assisi, il Santo della Fraternità Universale; Leonardo da Vinci, il Genio Internazionale, l’Uomo senza confini; Ipazia d’Alessandria, la Filosofa, la Scienziata, la Donna Libera.
I tre Maestri insegnano che: «L’Amore illumina il buio»; «La mente accende il futuro» e «La Sapienza libera non si spegne».
«L’horror di una usanza pagana vende paura, l’UTL offre meraviglia – afferma Palmina Cannone, presidente dell’UTL -. I bambini non vogliono le tenebre, desiderano una festa e una storia in cui diventare “Eroi della Luce”. Non scheletri, teschi, zucche vuote, ma menti e mani che s’incontrano intorno a una luce piena, che rinasce. A ogni bimbo l’UTL regalerà una lanterna accesa – prosegue Palmina -. Chi la riceverà tornerà all’Università, la vigilia dell’Immacolata, quando sarà inaugurata la XIII ed. della Mostra Internazionale “I Presepi del Chiostro. Luce Condivisione Pace”. Durante la serata saranno illustrate le tradizioni fasanesi e pugliesi della Festa di Ognissanti, le credenze mediterranee e i racconti antichi che narrano la cultura pugliese nel cuore dell’autunno. Il 1° novembre e il 2, successivi al 31 ottobre, avvicinano il mondo dei vivi e quello dei morti, conservando in questo antico retaggio tutto il sapore della tradizione cattolica. Un viaggio faticoso dei defunti, che tornano a trovare i loro cari sulla terra, dopo il quale è opportuno dare loro ristoro, imbandendo tavole con cibi crudi- conclude la presidente-».
Tra i dolci tipici pugliesi: la Colva con grano, cioccolato, melograno, noci, mandorle, fichi secchi e vincotto. E ancora ossa di morto, torrone dei morti, frutta martorana, pupi di zucchero, che riprendono la tradizione napoletana e siciliana.
Antiche credenze sostengono che gli spiriti degli avi restino nelle nostre case fino all’Epifania.
Alla fine della festa, i bambini presenti interreranno bulbi di giacinti, che fioriranno a primavera, allontanando il buio dell’inverno con il profumo della luce. A ogni bulbo sarà dato il nome di un bimbo.Animerà la manifestazione il Coro dell’UTL, diretto da Rosa Trisciuzzi di Musicando. La cittadinanza è invitata.


