Fasano – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa a firma del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, Grazia Neglia:
Fasano – Grazia Neglia, consigliera comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Fasano, ha trasmesso agli enti competenti la petizione firmata da 14 proprietari e residenti della Zona Coccaro. I firmatari chiedono interventi urgenti contro gli allagamenti che da anni colpiscono strade e terreni della zona.
La petizione è indirizzata al Sindaco, agli Assessori ai Lavori Pubblici e all’Agricoltura, all’Ufficio Tecnico comunale, al Consorzio di Bonifica di Arneo e alla Provincia di Brindisi.
Per conoscenza è stata inviata anche al Prefetto di Brindisi e alla Regione Puglia.
Le aree più colpite sono il tratto finale della strada comunale Maizza, l’incrocio con la S.P. 3 e la strada comunale Cimino. Il 21 ottobre a Fasano sono caduti oltre 80 millimetri di pioggia, secondo i dati di Meteo Fasano l’accumulo giornaliero più alto dal 2006. Il giorno dopo lo stesso Comune ha chiuso con ordinanza un tratto della strada comunale Egnazia per il dissesto del manto stradale.
Secondo i firmatari, però, il 21 ottobre è solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Gli allagamenti si ripetono da anni a ogni pioggia di una certa intensità, anche molto inferiore a quella eccezionale di quel giorno, e la situazione peggiora di anno in anno. Le strade diventano impraticabili, l’accesso a case e fondi è impedito, colture, terreni e muretti a secco vengono distrutti. Finora i proprietari hanno sostenuto queste perdite da soli, senza alcun ristoro.
Nella petizione i cittadini indicano due possibili cause. Le strade sono state riasfaltate di recente senza cunette né canali di scolo. I lavori di regimentazione idraulica eseguiti a monte avrebbero inoltre modificato il deflusso naturale delle acque, convogliandole verso Coccaro.
I firmatari chiedono:
– un sopralluogo tecnico urgente, con la partecipazione di una loro delegazione;
– la realizzazione di opere di raccolta delle acque lungo le strade interessate;
– la verifica degli effetti dei lavori a monte, con accesso ai relativi progetti;
– un piano di messa in sicurezza dell’intera zona, con cronoprogramma pubblico;
– l’inserimento della zona nella ricognizione dei danni e nella richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Agli enti hanno chiesto un riscontro scritto entro 30 giorni.
«Ho raccolto la richiesta di questi cittadini e l’ho portata all’attenzione delle istituzioni», dichiara Grazia Neglia. «Parliamo di famiglie e aziende agricole che a ogni pioggia vedono andare perso il proprio lavoro. Gli interventi in emergenza non bastano: serve un piano serio per la regimentazione delle acque in tutta la zona. Seguirò passo dopo passo l’iter della petizione, perché i cittadini ricevano risposte concrete e in tempi certi».


