Fasano – La stampa locale si è riunita ieri, 24 gennaio 2026, per celebrare l’importante ricorrenza di San Francesco di Sales, protettore dei giornalisti e degli operatori della comunicazione.
La chiesa di S. Maria di Pozzo Faceto di Montalbano ha ospitato la cerimonia, presieduta dal giovane parroco don Filippo Dibello.
Seduti tra i banchi alcuni rappresentanti delle testate giornalistiche locali, accorsi per partecipare a quello che può essere considerato un vero e proprio appuntamento annuale, fortemente voluto dal Circolo della Stampa “Secondo Adamo Nardelli”, presieduto da Gino Bianco. Presente anche Antonio Scianaro, neo consigliere regionale, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine.
Durante l’omelia, don Filippo ha ripreso le parole pronunciate da Papa Leone XIV nel messaggio per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, soffermandosi sui rischi legati all’intelligenza artificiale, considerata una possibile minaccia perché “i volti e le voci sono sacri”.
Il riferimento è alla necessità non di fermare la tecnologia, ma di guidarla affinché sia realmente al servizio dell’uomo, evitando il pericolo di un controllo oligopolistico dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi.
È proprio su questo punto che si fa leva sulla sensibilità dei giornalisti, chiamati a essere portatori di pluralità ma, soprattutto, di un’attenta verifica delle fonti, in un’epoca in cui strumenti come ChatGPT e altri sistemi di intelligenza artificiale producono informazioni e dati statistici senza una reale verifica della loro veridicità.
Di intelligenza artificiale ha parlato anche Gino Bianco, presidente del Circolo della Stampa, nel suo discorso di saluto, ribadendo come un’AI priva della componente umana abbia un valore pari allo zero.
Al termine della cerimonia, come da tradizione, i giornalisti si sono avvicinati all’altare con gli strumenti del proprio lavoro – telefoni, computer e microfoni – per la benedizione finale.
La celebrazione di San Francesco di Sales si conferma così non solo un momento di raccoglimento, ma anche un’occasione di riflessione sul ruolo dell’informazione oggi. In un contesto in rapido cambiamento, segnato da nuove tecnologie e linguaggi, resta centrale la responsabilità di chi comunica: scegliere, verificare e raccontare con consapevolezza. Un impegno che, ieri come oggi, chiama i giornalisti a essere prima di tutto custodi della verità.


