Fasano – Un uomo di 88 anni di Fasano è stato arrestato e condotto in carcere per aver commesso violenza sessuale ai danni della cognata disabile. L’esecuzione del provvedimento è scattata all’indomani della decisione della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa dell’anziano pensionato.
La condanna a nove anni di reclusione è così diventata definitiva. I carabinieri della stazione di Monopoli hanno prelevato l’88enne dalla sua abitazione per poi tradurlo nel carcere di Bari.
L’anziano è stato condannato per aver abusato della cognata, affetta da oligofrenia, ovvero da uno sviluppo mentale inferiore alla norma. Le violenze si sono protratte nel corso degli anni e includevano palpeggiamenti sul seno e nelle parti intime, oltre a rapporti sessuali completi. Gli abusi sarebbero avvenuti nei periodi in cui la vittima soggiornava in casa della sorella, che è la moglie dell’imputato.
La Suprema Corte, come stabilito da un provvedimento del 2020, ha ribadito che l’età avanzata, anche superiore agli ottanta anni, non esclude automaticamente il carcere. Gli Ermellini hanno chiarito che la legge non prevede una “presunzione di tale inabilità in capo al reo che è particolarmente avanti con l’età”, né la detenzione di un anziano può considerarsi “automaticamente inumana e degradante”.
Il pensionato era già stato arrestato nell’ottobre del 2016 dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Fasano, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip Maurizio Saso su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Pierpaolo Montinaro.


