FASANO – Il sipario del Teatro Kennedy sta per alzarsi su uno dei titoli più amati e iconici del teatro musicale mondiale. Il prossimo 27 marzo 2026, la stagione concertistica di Fasanomusica ospita la Compagnia Italiana di Operette, che porterà in scena la spumeggiante ed elegante produzione de “La Vedova Allegra”. Un appuntamento che promette di trasportare il pubblico nelle atmosfere della Belle Époque, tra intrighi diplomatici e la travolgente musica di Franz Lehár.
Ambientata nella Parigi del 1905, l’operetta ruota attorno alla figura di Hanna Glawari, ricca vedova del banchiere di corte del piccolo regno di Pontevedro. Per salvare lo Stato dalla bancarotta, l’ambasciatore Barone Zeta deve orchestrare un matrimonio strategico tra la vedova e il fascinoso Conte Danilo. Tra le feste da Maxim’s, i pasticci del segretario Njegus e i celebri valzer, rinascerà un vecchio amore capace di trionfare su ogni calcolo politico.
L’allestimento si preannuncia spettacolare: la regia e le scene portano la firma di Flavio Trevisan, mentre i sontuosi costumi sono curati da Eugenio Girardi e Loris Danesi.
Sul palco non ci sarà una formazione qualunque, ma la Compagnia Italiana di Operette, la realtà più antica e autorevole del settore in Italia. Nata nel 1953 come “Compagnia Grandi Spettacoli” dall’intuizione visionaria di Sergio Corucci, l’istituzione ha saputo elevare il genere portandolo nei più grandi teatri nazionali e internazionali, con storiche tournée in Sud America negli anni ’60.
Oggi, sotto la guida artistica di Maria Teresa Nania, la Compagnia continua a preservare questo patrimonio culturale con allestimenti di altissimo livello qualitativo. In un’epoca in cui la produzione dell’operetta è resa difficile dagli alti costi e dalla necessità di artisti poliedrici (capaci di cantare, recitare e ballare), la Compagnia Italiana di Operette resta un baluardo di eccellenza e tradizione.
L’evento avrà inizio alle ore 20:30, con apertura delle porte prevista per le ore 20:00. Un’occasione imperdibile per lasciarsi cullare dalla nostalgia felice di un genere intramontabile, capace ancora oggi di incantare con la sua raffinata leggerezza.


