Fasano – Quando arriva il caldo mese d’agosto, è buona consuetudine fasanese ritirarsi in collina e assaporare il vento fresco e il silenzio di una Selva che appare rifugio dal caos estivo. E con agosto cominciano gli appuntamenti del Bari in Jazz al Minareto.
Il festival metropolitano di musica jazz, che ha preso avvio a luglio nel territorio barese, ha alzato il sipario silvano come ogni anno, in una sempre riuscita sinergia con l’amministrazione comunale di Fasano. Gli ingredienti possono apparire semplici; eppure, ogni anno il festival riesce a stupire il proprio raccolto pubblico: il Minareto, illuminato e splendido, della raffinata musica, e un’atmosfera intima, definita dagli organizzatori stessi “come se fosse un club”.
Quest’anno il primo weekend di agosto è dedicato alla Spagna, al flamenco e alla Catalogna: si è partiti ieri 1° agosto e si continua oggi (2 agosto) e domenica (3 agosto) in una scia tutta mediterranea e passionale. Questo approfondimento culturale e musicale è in collaborazione con l’Institut Ramón Llull di Barcellona, un centro di studio e di valorizzazione della lingua e della cultura catalana.
A esibirsi per primi, ieri, sono stati i Miranda Fernández trio: un affiatato trio di musicisti spagnoli, in cui pianoforte, batteria, elettronica e una profonda voce hanno condotto il pubblico in un’atmosfera quasi mistica; dall’amore sincero all’allegria alla malinconia: il trio ha saputo far vibrare gli animi. La talentuosa pianista, Miranda Fernández, tra lo spagnolo e l’italiano, ha guidato l’ascolto, consentendo agli spettatori di entrare nel suo mondo un po’ spagnolo, un po’ elettronico e un po’ afro. È stata l’intensa voce di Cristina López, che ha curato anche l’elettronica, a sottolineare le battaglie femministe che Miranda porta avanti attraverso il flamenco; ad accompagnare le due musiciste è stato Josep Cordobés alle percussioni, misurate ma distinte.
A seguire a salire sul palco è stato un altro trio di giovani musicisti, un italiano e due spagnoli, che hanno scambiato idee e ispirazioni in una residenza artistica dal titolo emblematico: Soffi Mediterranei. Obiettivo della residenza: scambio, contaminazione, sperimentazione. E così è stato: il concerto di ieri è stato il risultato di un’unione simbolica di tutto il Mediterraneo; il flamenco, le sonorità del sud Italia, i ritmi nordafricani e le sperimentazioni jazz hanno trovato una sintesi in un concerto altresì peculiare, immersivo e, a dir la verità, non sempre facilmente accessibile al pubblico. A esibirsi sono stati il flautista italiano Paolo Pace, il chitarrista flamenco Victor Franco e la percussionista Nasrine Rahmani, specialista di cajón flamenco.
L’indagine sul flamenco e l’omaggio alla Spagna continua questa sera (2 agosto) con Barencia e domenica 3 agosto con Xavi Torres e Karen Lugo in un workshop di flamenco. Sempre al Minerato a Selva di Fasano, ore 21:00.


