Fasano – Il tempo incalza, batte, ma dopo poco rallenta, arranca e sospira. Caldo e freddo, rumore e silenzio: che l’esistenza, nel suo significato ontologico, non sia davvero fondata su quel πόλεμος, re di ogni cosa, di eraclitea memoria? Non una guerra esterna ed esteriore, ma un conflitto che dilania i corpi, le anime e l’inconscio; un conflitto che assurge a rito di beatificazione, alla ricerca di un’utopia che, intrinsecamente, non è raggiungibile né dicibile.

Immersa in un’atmosfera liturgica, la platea del Teatro Kennedy di Fasano ieri 9 aprile ha preso parte a una sagra che ha immolato la sua fanciulla sacrificale in nome del dio della rinascita: penultimo appuntamento con la Stagione di Prosa, curata dall’amministrazione comunale in collaborazione con Puglia Culture, La Sagra della Primavera – Il rituale del ritorno ha sconvolto degli spettatori increduli e adoranti. L’opera, dall’ampio respiro internazionale, ha la firma della coreografa di casa Roberta Ferrara ed è stata portata in scena dalla compagnia di danza contemporanea da lei diretta, Equilibrio Dinamico Dance Company.
Caldo: Igor Stravinskij, freddo: Benedetto Boccuzzi. Luce arancione: il rituale collettivo, ascetico, estetico; luce bianca: il tremendo incontro con sé stessi, la punizione, l’espiazione. In cinquanta minuti di danza frenetica e contemplativa, i dieci danzatori sul palco hanno donato il proprio corpo all’eterno spirito che governa la vita: il respiro, invisibile ed essenziale. In una perfetta sincronia con le battute musicali di Stravinskij, che compose La sacre du printemps nel 1913, i danzatori hanno scandito il tempo – che inesorabile scorreva sullo sfondo – con i respiri, flebili e poi rumorosi, mai casuali, come a ricordare che ciò che ci rende umani è racchiuso in un torace solo in apparenza protetto.

Trovare le parole giuste per descrivere quest’opera, che ha letteralmente compiuto il giro del mondo (è stata portata in scena a Seul, in Corea del Sud, e andrà in tournée a Città del Messico in estate, ndr) è quanto mai complesso: quali termini prosaici possono anche solo raggiungere la potenza dei sensi, della musica, dell’arte? Per definizione il divino è incomunicabile e impossibile da comprendere con la ragione. L’unico mezzo per sfiorarlo è prendere parte al rito.
I magnifici danzatori che hanno permesso l’accesso all’altrove portano questi nomi: Claudia Vergari, Fernanda Urgese, Serena Angelini, Alberto Chianello, Giulia Bertoni, Lea My, Antonello Amati, Rocco Vitulli, Daniela Santoro, Alberto Tafuni. Ad affiancare la coreografa Roberta Ferrara, sono state altre tre donne: Pompea Santoro, consulente artistica, Alice Badino, re-staging e Silvia Sisto, ballet master e assistente sala prove. Il disegno luci è stato curato dalla stessa Roberta Ferrara insieme a Francesco Ricco; gli effetti visivi sono di Stefano Sasso e i costumi di Franco Colamorea. Il rito, portato in scena dalla Equilibrio Dinamico Dance Company, è una coproduzione ArtGarage, Resextensa / Porta D’Oriente Centro Nazionale di Produzione della Danza.
L’appuntamento che chiuderà la Stagione di Prosa 2025/2026 al Teatro Kennedy di Fasano è per il prossimo mercoledì 15 aprile, ore 20:30, con Buongiorno, ministro! con Enzo Iacchetti e Antonella Civale.


