FASANO – C’è una notte, nel cuore dell’estate, in cui il tempo sembra fermarsi per fare spazio al mito, ai rituali propiziatori e alle leggende più antiche del Mediterraneo. Quella magia ha preso vita ieri, 24 giugno al Parco Rupestre Lama d’Antico, uno dei luoghi più suggestivi e carichi di storia del territorio, scelto dall’Associazione Culturale Musicale “Ignazio Ciaia” APS del presidente Federico De Leonardis Ragione, per inaugurare la quinta edizione del “Fasano in Banda – IL Festival della musica ritrovata”.
Il concerto di apertura, intitolato “La notte di San Giovanni: tra sacro, profano e mitologia”, si è rivelato un trionfo. Più che un semplice concerto, il pubblico accorso numeroso si è trovato immerso in uno spettacolo totale e avvolgente, capace di far dialogare tra loro arti diverse con una fluidità magnetica.
In un perfetto equilibrio tra narrazione, musica e impatto visivo, la serata, presentata da Marisa Cassone, ha letteralmente incantato la platea. Le trionfali melodie dell’Orchestra “Ignazio Ciaia” diretta dal M° Silvestro Sabatelli, si sono intrecciate ai ritmi fieri e marziali dei “Timpanisti Fajanensis” e dei “Plumis Albis”, mentre lo spazio circostante si accendeva con le ipnotiche coreografie dei ballerini della Scuola Oltredanza e le spettacolari performance di fuoco curate dai figuranti di “Menti Ardenti”.
In questo intreccio tra natura e leggenda, uno dei momenti più sorprendenti e suggestivi ha visto come protagonista d’eccezione una pianta: grazie a un innovativo sistema di elettrodi applicati nel terreno, gli impulsi elettrici naturali dell’organismo vegetale sono stati tradotti in note musicali, permettendole di “esibirsi” e far ascoltare la propria voce melodica, in perfetta armonia con lo spirito ancestrale della serata.
A tessere il filo conduttore di questo viaggio tra sacro e profano, dando voce ed epicità al racconto, è stato il celebre attore Ettore Bassi. Con un’interpretazione intensa, il gradito ospite dell’Associazione “I. Ciaia” ha guidato gli spettatori alla scoperta di credenze ancestrali e tradizioni popolari perdute nel tempo.
Il lungo e caloroso applauso finale ha sancito il successo di una scommessa vinta: un inizio di Festival straordinario, capace di far dialogare la tecnologia, la biologia e la bellezza del patrimonio locale attraverso la forza travolgente dell’arte.


