FASANO – C’è un istante sottile, quasi impercettibile, in cui gli occhi smettono di osservare la superficie e iniziano, finalmente, a “vedere”. È accaduto a Casale Cardone, nel cuore autentico del Canale di Pirro, dove le pietre antiche e il silenzio degli ulivi hanno fatto da cassa di risonanza a un’esperienza emotiva collettiva che travalica il confine di una semplice presentazione editoriale. La prima pugliese del saggio “Oltre l’Apparente” (Rogiosi Editore), firmato dalla professoressa Raffaella Conversano e dallo scrittore Ciro Irace, si è trasformata in un rito profondo, capace di commuovere la platea e al contempo proiettarsi verso i grandi scenari della comunità scientifica internazionale.
A guidare il pubblico in questo viaggio denso di pathos è stata la conduzione misurata ed elegante della press agent Berardina Boccuzzi, che ha saputo orchestrare una vera e propria pedagogia delle emozioni. Al centro di tutto, un concetto rivoluzionario e urgente: l’”educazione allo sguardo”. Troppo spesso, nella frenesia contemporanea, gli occhi si arrestano all’involucro esterno, al limite estetico o clinico, alla diagnosi o all’imperfezione. Educare lo sguardo significa invece compiere un atto d’amore e di cura: concedersi il tempo necessario per trapassare la soglia del deficit e cogliere la luce pura e identitaria della «Persona Reale».

L’evento, reso possibile grazie al sostegno dell’Associazione Mare Chiaro – Vivere con l’Anima presieduta dallo stesso Irace, ha trovato il suo battito più forte nella ridefinizione della “resilienza”. Non più concepita come un evento episodico o un mero “superamento” a posteriori, la resilienza si riscopre come una postura permanente dell’esistenza. Come una lampada solare che continua ad accumulare energia anche quando l’esposizione al dolore si fa cocente, l’essere umano impara ad abitare la notte senza trasformarsi in buio.
È qui che si innesta la metafora evocativa dell’«Anima Elastica».
L’urto della vita – che si manifesti come disabilità, trauma o ferita profonda – cessa di essere una sentenza definitiva e si trasforma nel punto esatto da cui trae origine la spinta. Come un materiale elastico, la struttura intima dell’uomo assorbe l’impatto, si tende senza spezzarsi e sfrutta quella stessa tensione per scattare in avanti verso una metamorfosi compiuta. Non si tratta di tornare al passato o di “riparare” ciò che si è incrinato, ma di acquisire una nuova e consapevole riscrittura di sé.
La serata ha toccato vette di palpabile commozione grazie alle letture viscerali della poetessa Natalizia Pinto, che ha dato voce e carne ai passaggi narrativi del libro — tra cui il suggestivo omaggio allo scienziato fasanese Emilio Guarini Foresio, simbolo di ingegno e di rivalsa del territorio, un omaggio che ha emozionato il pubblico e restituito dignità alla storia scientifica del territorio. Particolarmente significativi anche i contributi della Prof.ssa Palmina Cannone, Presidente dell’UTL di Fasano e curatrice della prefazione del testo, hanno offerto una lettura magistrale dell’opera, centrata sul concetto di resilienza come postura esistenziale. La sua riflessione ha ripreso i passaggi chiave della prefazione:
- la resilienza come stato permanente,
- la persistenza attiva che trasforma le crepe in evoluzione,
- la narrazione funzionale come strumento di emancipazione identitaria,
- la metafora dell’energia solare che accumula luce anche nel dolore.
Per la prima volta in epoca moderna, la presentazione ha riproposto la figura dei Padrini di Libro: un ruolo non operativo, ma simbolico, di custodia emotiva e culturale.

I padrini, Cosimo Cavallo ha parlato della vicinanza discreta che accompagna un’opera e il Prof. Giuseppe Ventrella consigliere ed ex Vicepresidente della provincia di Brindisi ha posto l’accento sul valore della cultura come motore di crescita territoriale.
La consegna delle copie, accompagnata dalle dediche lette dalla Dott.ssa Boccuzzi, ha chiuso la serata con un gesto di grande eleganza che ha colpito profondamente il pubblico.
Il Vicario Generale, Don Sandro Ramirez, ha portato i suoi saluti soffermandosi sul nuovo ruolo pedagogico che quest’opera apre nella società contemporanea, fragile e disorientata, soprattutto per le nuove generazioni. Un intervento che ha dato spessore istituzionale e spirituale alla serata.
Il Consigliere Ventrella, nel suo intervento, ha ribadito il valore della cultura come strumento di crescita e responsabilità collettiva, sottolineando l’importanza di opere che sappiano unire scienza, narrazione e comunità.
La Dott.ssa Boccuzzi ha guidato il pubblico attraverso tre blocchi tematici, alternando domande, letture e interventi degli autori.
La Scintilla dove la Dott.ssa Conversano ha spiegato che la resilienza è una luce che non elimina la notte, ma insegna a starci dentro senza diventare buio.
L’Urto e lo Slancio indicando la disabilità come urto, ma anche come origine della spinta di reazione resiliente.
La Metamorfosi Compiuta dove viene delineata la Persona Reale come riscrittura identitaria che non cancella la storia, ma la integra.
Emblematica la figura di Annalisa, personaggio chiave del testo che con il suo grido profondo — “Io non voglio essere salvata” — scardina l’illusione che l’altro debba essere “riparato”, rivendicando il diritto alla propria tensione perfetta.
Tra applausi, la liturgia simbolica delle dediche e un festoso taglio della torta finale, l’eco dell’opera ha già varcato i confini nazionali. Il saggio “Oltre l’Apparente” (in libreria dal 10 agosto) è stato infatti ufficialmente citato all’interno della 9th Edition of the International Conference on Nutrition Science, Clinical Nutrition & Public Health che si terrà a Singapore nel 2027, dove la Prof.ssa Conversano presenterà la sua innovativa proposta transdisciplinare.
Una conferma che, quando la cultura sa educare lo sguardo e valorizzare l’elastico sottile e indistruttibile dello spirito umano, la luce trova sempre il modo di farsi strada illuminando anche i passi che gli altri non riescono ancora a vedere.


