Fasano – C’è un’energia particolare che si respira solo quando un teatro è colmo in ogni ordine di posto, quella vibrazione d’attesa che ieri sera, mercoledì 11 febbraio, ha avvolto il Teatro Kennedy di Fasano. La Stagione Teatrale comunale, curata in sinergia con Puglia Culture, ha calato uno dei suoi assi più attesi: “Cena con sorpresa”. E la sorpresa, a dire il vero, è stata la straordinaria armonia di una serata in cui tutto è sembrato incastrarsi alla perfezione.
La vicenda, nata dall’estro di un collettivo di autori guidato da Toni e Augusto Fornari, trascina lo spettatore dentro una cena che è tutto fuorché tranquilla. Ma oltre la trama, è stata la prova degli attori a fare la differenza. Tosca D’Aquino è una forza della natura: la sua capacità di bucare la quarta parete e di trascinare il pubblico nel suo ritmo vorticoso è dote rara. Accanto a lei, un Simone Montedoro in forma smagliante, un Toni Fornari (qui anche in veste di saggio regista) e una bravissima Elisabetta Mirra hanno dato vita a un quartetto affiatato, capace di regalare risate fragorose senza mai perdere d’occhio la riflessione sui rapporti umani.
Ma il teatro è fatto anche di incontri e di sguardi. E così, il pubblico ha scorto tra le poltrone un ospite d’eccezione: l’attore Stefano Fresi (stasera in scena al Teatro Roma di Ostuni con il suo “Dioggene”). La sua presenza in platea, confuso tra i cittadini fasanesi, è stata la conferma silenziosa di quanto questo cartellone sia diventato un punto di riferimento per la qualità delle proposte.
Il finale, però, è ciò che resterà impresso nei presenti. Quando le luci si sono accese sul cast per il congedo, il Kennedy è esploso. Non un semplice applauso di cortesia, ma un boato di sincero affetto, un’ondata di calore che ha travolto Tosca D’Aquino e i suoi compagni di viaggio. Un tributo doveroso per una produzione (firmata Golden Star e Diana Or.i.s.) che ha saputo onorare il palcoscenico con intelligenza e leggerezza.
Fasano conferma così la sua fame di grande teatro, dimostrando che quando la qualità sposa il talento, la risposta della città non è solo un “sold out”, ma un lungo, caloroso abbraccio collettivo.


