Fasano – Il sipario del Teatro Kennedy di Fasano si è alzato ieri sera (giovedì 8 gennaio) su una delle proposte più attese della stagione di prosa: “Basta poco”, il nuovo lavoro di Antonio Cornacchione (scritto con la collaborazione drammaturgica di Bruno Furnari). Inserito nel cartellone curato dal Comune di Fasano in collaborazione con Puglia Culture, lo spettacolo ha trasformato la sala in un microcosmo dove le nevrosi dell’Italia contemporanea si sono mescolate a una satira sociale feroce e divertentissima.

La vicenda si svolge interamente tra le mura di un appartamento popolare di proprietà della Regione. Qui vive Palmiro Cazzaniga (Antonio Cornacchione), cresciuto a pane e comunismo, un tipografo ormai prossimo al fallimento che incarna perfettamente la figura dell’italiano medio travolto dalla crisi. Con lui c’è Violeta, interpretata da una brillante Alessandra Faiella: una dipendente ungherese di cui Palmiro è segretamente innamorato e a cui, in un paradosso tipico della nostra epoca, il protagonista offre vitto e alloggio pur di non doverle pagare gli stipendi arretrati e il TFR.

L’equilibrio precario di questa strana convivenza salta definitivamente con l’arrivo di una notifica di sfratto. È qui che la commedia vira verso la farsa politica: Palmiro diventa, suo malgrado, una pedina in un gioco di potere cinico. Da un lato ci sono i neofascisti guidati da Galeazzo (uno strepitoso Pino Quartullo), pronti a usare il caso per pura propaganda; dall’altro i centri sociali, dipinti come totalmente distaccati dalla realtà umana del protagonista e interessati solo a liberare l’alloggio.

In questo scontro ideologico, la lotta di Palmiro per non perdere la casa diventa il simbolo della perdita d’identità e del legame con il proprio passato (spassosissimi i dialoghi con l’anima del padre, un vecchio “compagno” tutto d’un pezzo, interpretato da un Pier Luigi Bersani in versione virtuale), schiacciato tra l’ignoranza degli estremismi e una burocrazia sorda ai bisogni dei cittadini (ottima l’apparizione in video di Giovanni Storti nei panni dell’amico Limonati, dirigente della Regione che incarna l’immobilismo della pubblica amministrazione che, nonostante la volontà di aiutare, non riesce a offrire soluzioni concrete, contrapponendosi alla crisi del protagonista e alle spinte estremiste).

La forza di “Basta poco” risiede nella scrittura di Cornacchione, che si dimostra ancora una volta un osservatore acuto e imparziale: la sua penna non risparmia nessuno, né a destra né a sinistra, mettendo a nudo il trasformismo e le contraddizioni della società italiana.

Dopo un inizio che scalda i motori, lo spettacolo decolla con un ritmo serrato e dialoghi brillanti, conquistando il pubblico del Kennedy in un crescendo di colpi di scena. Particolarmente apprezzato il percorso evolutivo del protagonista: Palmiro, inizialmente arroccato nelle sue abitudini e nei suoi preconcetti, viene travolto dagli eventi ed è costretto a superare i propri limiti morali e politici in un susseguirsi di situazioni rocambolesche.

La serata ha confermato la validità della sinergia tra l’amministrazione comunale e Puglia Culture, portando a Fasano una commedia intelligente capace di far ridere di gusto ma anche di lasciare un retrogusto amaro sulla nostra realtà sociale. Infatti dietro il paravento della satira e del divertimento, il testo sferza con intelligenza le piaghe della società odierna. Il punto di rottura arriva nel finale, quando la recitazione di Antonio Cornacchione si fa ipnotica: un assolo recitato tutto d’un fiato che trasforma l’intrattenimento in perturbazione. Un crescendo emotivo capace di scuotere le coscienze, lasciando nel pubblico il segno di un’inquietudine tanto profonda quanto salutare.

Cornacchione e il suo cast hanno ricordato alla platea fasanese che, in un mondo che urla, la risata resta l’unico strumento per guardare in faccia le nostre miserie senza perdere la speranza.


