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    Violenza sulle donne? L’avvocato risponde

    Come ogni venerdì, ospite di Osservatoriooggi.it l'avvocato fasanese Antonietta Curlo. Per sottoporle eventuali richieste, scrivete a redazione@osservatoriooggi.it
    Antonietta CurloDa Antonietta CurloMarzo 7, 20134 minuti di lettura
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    Violenza sulle donne? L'avvocato risponde - Osservatorio Fasano
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    LA PAROLA AL LEGALE – Si celebra quest'oggi la Giornata della festa della donna, ma c'è ben poco da festeggiare. In Italia, infatti, una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, è stata vittima dell'aggressività di un uomo. Si tratta, su dati Istat, di 6 milioni 743 mila esponenti del gentil sesso, che hanno subìto violenza fisica e sessuale, di cui, ogni anno, ne vengono uccise in media 100 dal marito, dal fidanzato o da un ex.

    L'osservatorio nazionale sullo stalking appunta che il 10% circa degli omicidi, avvenuti in Italia dal 2002 al 2008, ha avuto inizio proprio da atti di stalking. Nell'80% dei casi, le vittime sono state di sesso femminile e, la durata media delle molestie insistenti è di circa un anno e mezzo. I dati sono veramente sconcertanti, bisogna fermare tutto questo, dire BASTA a storie di vite interrotte o sfigurate, quote infinite di dolore, figli spogliati dell'infanzia. Si tratta di è un'emergenza sociale, una vergogna, un primato ripugnante nelle graduatorie del mondo occidentale.
    Non si può morire a ogni età, in ogni classe sociale, in ogni area, per mano dell’uomo che si è amato. Queste morti non possono essere definite “delitti passionali”, quanto piuttosto delitti d’odio, di possesso violato, di vendetta, di rabbia e disamore. Morire di coppia, più di quanto le donne non muoiano di incidenti o di cancro. Donne uccise in famiglia più di quanto non si venga uccise dalla malavita. Morire di botte, di stupro, di sevizie psicologiche, di stalking e, nel 90% dei casi la donna non denuncia, perché è sola, ha paura, e non si sente protetta dallo Stato. 
    Anche se, in realtà, il 23 febbraio 2009 è stato emanato il decreto-legge n. 11, convertito in legge il 24.04.2009, recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori. Grazie a questa legge molte vittime sono state salvate, infatti,  in questi quattro anni diverse donne vittime di stalking hanno sporto querela, chiesto l’ammonimento, si sono affidate alla giustizia e sono state protette, perché subivano violenza 8 volte su 10, da un ex che non accettava la fine di una storia.

    Il contrasto alla violenza sulle donne è priorità assoluta anche nell’azione internazionale dell’Italia. I ministri Giulio Terzi ed Elsa Fornero hanno proposto l’adozione del disegno di legge di ratifica della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e sulla lotta alla violenza nei confronti delle donne e alle molestie domestiche. Uno strumento che rappresenta il livello più avanzato dello standard internazionale sia nella prevenzione che nel contrasto di tutti i possibili atti di violenza contro le donne. Le sue norme prevedono, infatti, anche la protezione delle vittime e la criminalizzazione dei responsabili. La violenza e le discriminazioni contro le donne sono figlie dell’ignoranza e dell’impunità. E’ indispensabile agire anche sul piano normativo, e per questo è di fondamentale importanza che la Convenzione di Istanbul entri in vigore al più presto.

    Come combattere questo fenomeno?

    Bisogna educare, sin dalla prima infanzia, alla non-violenza e al rispetto dei rapporti, sensibilizzando la società. Creare servizi sul territorio adeguati di interconnessione tra sistema giudiziario, polizia, servizi medico-sanitari e sociali, protezione e assistenza legale per le vittime. Le donne devono capire che non sono sole perché hanno necessità di avere punti di riferimento solidi.

    Loro non denunciano proprio per paura sia del carnefice sia di danneggiare i figli e, si fanno assalire da stupidi sensi di colpa. Infatti, molte donne denunciano dopo aver subito molti anni di violenza, soltanto quando i figli sono ormai grandi. Ma attendere il tempo “giusto” per denunciare è un’azione rischiosa perché la spirale di violenze diventa sempre più frequente fino a raggiungere, molto spesso, il suo culmine con l’assassinio. La donna deve, dunque, trovare il coraggio di denunciare e sentirsi accolta e protetta nel momento in cui si rivolge agli organi competenti.

    Fondamentale, inoltre, è che alla base di questo genere di violenze  non c’è la malattia, la pazzia, sarebbe troppo limitativo, ma una mancanza di rispetto dell’essere donna da parte dell’uomo.

    Insomma, essere donna è un dono. Ci sono donne che con i loro occhi fotografano quegli splendidi ma fugaci attimi in cui si sentono abbracciate dall'amore, sperando di mantenerli vivi e colorati per sempre.
    Ci sono donne che hanno fatto un nodo per ogni loro lacrima sperando che arrivi qualcuno a scioglierli. 
    Se ti fermi un istante le puoi sorprendere mentre lottano contro il proprio istinto, mentre fanno passeggiare il proprio dolore a piedi nudi, affrontando onde che ad ogni mareggiata sono sempre più minacciose. 
    Non fermare il cuore di una donna, niente vale di più… non far piangere una donna, ogni lacrima è un po’ di lei stessa che se ne va.
    Auguri a tutte le DONNE.

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    Antonietta Curlo

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