FASANO – Il cielo è buio, è notte fonda, non si avvertono luci all’orizzonte che possano illuminare il momento dell’Us Città di Fasano e il mare in cui naviga è agitato. La Real Normanna fa il blitz ed espugna il “Vito Curlo” per 0-2, tornando a vincere (cosa che non succedeva dal 2 novembre, proprio come il Fasano).
L’equipaggio è scoraggiato e demoralizzato, non resta adesso che fidarsi del nuovo comandante, Pasquale Padalino, fidarsi della sua esperienza e della sua calma: “La squadra è forte, in questo momento non serve una figura che alleni ma una figura che motivi. Ci sono troppi blocchi psicologici, dobbiamo trovare nuovamente la tranquillità di giocare a pallone e tutto sarà più semplice. Se sono preoccupato? Nella misura giusta”.
Dopo un’estate di grandi acquisti e proclami, il Fasano e i fasanesi si ritrovano a fare i conti con un Natale da incubo, con tante incertezze e la paura di sé stessi, in questo momento l’avversario più temibile di tutti: la paura. Aspettando ciò che succede domenica prossima a Pagani, le due settimane di pausa dovranno essere determinati e decisive, utili per capire se ritrovare la rotta o perderla definitivamente.
La partita.
Al via l’era Padalino, al via la rivoluzione in campo: il tecnico foggiano stravolge tutto e tutti e riparte con un 3-4-1-2 che vede il rinnovato Piras tra i pali, De Mori, Cusumano, Blondet braccetti di difesa, si accomodano in panchina Lombardo e Tangorre. Insieme a loro siede in panchina il giovane Penza, a centrocampo si compone il duo Vecchione-Salzano con Pinto e Lambiase sugli esterni. In avanti Corvino a supporto di Diaz e Stauciuc.
La partita inizia con venti minuti di ritardo, poco dopo il fischio d’inizio un tifoso del Fasano ha accusato un malore ed è stato prontamente soccorso dai sanitari che lo hanno poi trasportato in ospedale per accertamenti.
Il primo tempo non regala copiose emozioni, impossibile in così poco tempo vedere la mano di Padalino e dopo due occasioni targate Fasano con Pinto e Cusumano, il gol di Giuseppe Esposito al 38’pt che gela lo stadio e sblocca la gara. E al duplice fischio viene fuori tutto il disappunto della tribuna locale che invita i propri calciatori a ‘giocare con maggiore coraggio’.
La ripresa mostra un’intraprendenza minore da parte dei locali. Padalino passa al 4-3-3 ma le cose non cambiano di molto, tanto fraseggio e poca incisività. Il portiere ospite rimane totalmente inoperoso per tutta la ripresa, fino al gol dello 0-2 targato Messina al 39’st. Poi altra confusione, su confusione. Sostanza pari a zero.
Termina tra i fischi e ‘inviti’ vari provenienti dalla tribuna. Il Fasano capolista è un lontano ricordo del Fasano di oggi. Agnelli ha pagato per tutti ma se Padalino non dovesse a rianimare una squadra che al momento tergiversa in stato comatoso, il numero degli imputati crescerebbe ed essi dovranno dare conto ad una società che ha investito tanto e ad una piazza a cui era stato chiesto di sognare.


