PAGANI (SA) – Parità, non solo nel risultato. Il Fasano chiude l’anno solare 2025 con un pareggio a reti bianche al “Torre” contro la capolista Paganese.
Un risultato equilibrato, così come equilibrato è stato l’ago della bilancia delle due squadre nel corso del match. Il Fasano aveva quasi tutto da perdere, uno stadio in versione sold out e la capolista pronta a sferrare un fendente letale ad una concorrente in difficoltà, tuttavia la cura di Padalino ha iniziato a dare i primi e incontrovertibili segnali di un 4-3-3, modulo che si candida a essere quello del Fasano versione 2026.
Confermato il giovane Piras tra i pali, ritorna nell’undici titolare Tangorre che merita una didascalia a parte. In tanti si erano meravigliati della scelta del neo tecnico del Fasano contro la Real Normanna di far accomodare in panchina colui che fino ad ora ha dimostrato di essere uno dei difensori più affidabile, il più affidabile se si esclude l’inamovibile Blondet. Quindi rieccolo, nel posto che ha dimostrato di meritare, insieme all’ex Reggina e a Langella e D’Antona.
Il centrocampo finalmente trova muscoli, corsa e qualità con Falzerano, schierato come mezz’ala e risultato il migliore dei biancazzurri, dall’altro lato Penza, Salzano in cabina di regia.
In avanti ci sono Vono e Corvino a sostegno di Dìaz, chiamato in causa all’ultimo momento per sostituire Barranco. Il ‘Barracuda’ ha accusato un lieve malore nel riscaldamento, nonostante la situazione sia rientrata subito, ha poi seguito la partita dalla tribuna.
La Paganese ha le idee chiare ma il Fasano inizia a mostrare cose nuove, diverse rispetto alle precedenti apparizioni. Le occasioni più pericolose passano dai piedi di Falzerano: l’ex Monopoli sta meglio, è più in palla e il ruolo di mezz’ala gli veste meglio rispetto a quello di esterno. Due sventagliate di altra categoria creano due occasioni importanti, mal sfruttate da Dìaz. Il ragazzone argentino al momento è il cugino di quello apprezzato sei anni fa al “Curlo”. Avrà bisogno di tempo ma darà una mano alla causa.
Altra menzione speciale la merita Vono, finalmente dal primo minuto in campo (complice la squalifica di Pinto). Vono offre qualità e quantità. Sa puntare ed è capace di tornare in difesa, ripiegando sulla fascia. La sua velocità e il suo estro saranno determinanti a partita in corso: sará molto difficile per Padalino panchinare Corvino o Pinto ma, come dicono sempre gli allenatori “meglio avere problemi di abbondanza che non di scarsità”.
Dulcis in fundo, Pasquale Padalino. La sua esperienza e il suo carisma sono riusciti ad entrare e nella testa dei calciatori. La strada da fare è tanta ma i prossimi quindici giorni saranno oro colato per trasmettere alla squadra la sua idea di calcio.
Se i piani dovessero andare come la dirigenza auspica, a partire dalla prossima sfida di campionato in programma domenica 4 gennaio 2026 (in trasferta contro l’Afragolese), il Fasano inizierà un nuovo percorso e punterà dritto a riprendersi una vetta che dista ancora sei punti.


