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    L’artigianato

    L’artigianato fasanese ha tradizioni antichissime e, in passato, è stato la colonna portante dell’economia cittadina.
    RedazioneDa RedazioneMarzo 11, 20123 minuti di lettura
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    L'artigianato - Osservatorio Fasano
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    Gli artigiani di Fasano «amavano chiamarsi artieri – dice Nino Ruppi nella sua opera Mio paese – con nobiltà più vicina per assonanza alla parola arte come attività dello spirito». Possedevano, questi uomini, doti non comuni: intuitiva perspicacia, gusto fine dell’arte e capacità di perfezionarsi, nonostante difettassero di una cultura tecnica. Nelle loro storiche botteghe (in dialetto pettìche), con i loro svariati mestieri, essi corrispondevano alle necessità dei concittadini. Da una relazione dell’ing. Giuseppe Attoma, datata 1950, si evince che, all’epoca, l’artigianato contava in Fasano circa 1.000 unità tra lavoratori organizzati e operai liberi.
    Lo stuolo di questi valenti artieri comprendeva, innanzi tutto, i falegnami-ebanisti, veri artisti del legno, le cui capacità tecniche e sicure competenze venivano dall’esperienza di anni e anni di duro lavoro, iniziato da ragazzi. Ancora oggi il paese vanta eccellenti “maestri d’ascia”, che lavorano il legno con sapiente maestria.
    Seguivano i carradori, che realizzavano calessi, barrocci, “baracchine”, eleganti carrozze da passeggio anche scoperte, “bagnacavallo” e carri. Intorno a loro ruotavano altre figure artigianali: tappezzieri, fabbri, pittori, sellai.
    Non si possono dimenticare, poi, i mastellai, autentici maestri del tino e della botte, e i calderai, che, con sorprendente abilità, lavoravano il rame rosso creando caldaie, secchi per attingere acqua dalle cisterne, pentole, padelle, scaldaletti. Oggi, il forestiero che percorre via Nazionale dei Trulli, l’antica via Taranto, s’imbatte in alcune figure di calderai che elaborano oggetti di puro godimento, nei quali il rame acquista la lucentezza dell’argento.
    Preziosa è anche la lavorazione del ferro battuto, che produce letti e cancellate, candelieri e alari di austera bellezza, forgiati rigorosamente a mano. Gli artieri del ferro reinventano in forme nuove gli stilemi della tradizione. In paese si può ancora ammirare una suggestiva bottega di fabbro, in via S. Francesco, ubicata nel Torrione. Sono quasi del tutto scomparsi i vasai che modellavano l’argilla, impastata abilmente con la sola acqua, facendo girare col piede una ruota a congegno primitivo. Con questo sistema antico, essi plasmavano vasi, lucerne, salvadanai, tegami, scaldini, anfore, brocche, oggetti artistici come trulli in miniatura.
    Nei tempi andati un altro particolare artigiano era il funaio, che confezionava fiscoli per vecchi frantoi e diaframmi per i nuovi. Il suo lavoro s’intensificava all’inizio dell’autunno, quando iniziava la campagna olearia.
    Inoltre, in questa leggiadra città dal cuore artigiano, vive ancora qualche bravo cestaio, nelle cui agili mani i polloni di ulivi o di mandorli e le canne diventano contenitori ecologici di variegate dimensioni. In passato i panieri (panarèdde), i canestri (canìstre), i cesti (cìste), le ceste (còffe) servivano al contadino o al fruttivendolo per contenere o trasportare frutta e verdura; alle donne per raccogliere le olive; alle famiglie per usi diversi.
    L’artigianato fasanese di ieri annovera anche maestri tintori, sarti, calzolai, pittori-decoratori, verniciatori, carrozzieri, arrotini, carpentieri, scalpellini, molti dei quali svolgono tuttora la propria attività secondo i canoni della tradizione. Una menzione particolare merita il settore artigianale femminile dei tessuti, tappeti e arazzi ricamati a filet, in bianco e in filo dorato, e del tombolo, fiorentissimo fino a qualche decennio fa. L’arte del ricamo, in cui l’estro delle donne fasanesi ha raggiunto l’apice, per fortuna fornisce ancora, pur se in misura ridotta rispetto al passato, manufatti pregiatissimi per buon gusto, raffinatezza e precisione. Da non trascurare nell’abbigliamento la confezione degli abiti da sposa.
    Dulcis in fundo, tra le altre produzioni artigianali non mancano gli incomparabili prodotti da forno e dolciari, che ci fanno sconfinare nel succulento campo della gastronomia.

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