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    Ieri

    Ricordi d’infanzia

    da Osservatorio n. 2-2003
    RedazioneDa RedazioneMarzo 28, 20164 minuti di lettura
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    Ricordi d’infanzia - Osservatorio Fasano
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    Tra i cinquanta «protagonisti della cultura salentina» che raccontano in prima persona la loro infanzia nel libro Quando ero piccolo… (di Lory Pesce Buonamico), ci sono anche due illustri fasanesi: Ottavio Albano e Nunzio Schena. Per gentile concessione dell’editore e dell’autrice, pubblichiamo i capitoli che riguardano i nostri concittadini.

     

    OTTAVIO ALBANO (già direttore Clinica Medica dell’Università di Bari, presidente del Centro Internazionale Alti Studi Universitari)

    Sono nato a Fasano che, a quel tempo, faceva parte della Terra d’Otranto, al confine fra Messapia e Peucezia; questo forse dà ragione del mio profondo legame col Salento, considerato molto vicino a noi per storia, tradizione e cultura. A rinsaldare ancor più questo rapporto, poi, ha contribuito il matrimonio: mia moglie è di Lecce. La mia è stata un’infanzia serena, nella quale ritrovo le radici di valori che mi hanno guidato nella vita. Mio padre, medico per oltre sessant’anni, in paese aveva un carisma e una personalità fortissima, una disponibilità che lo faceva amico di tutti, punto di riferimento non solo per la salute, ma anche per i problemi più svariati. Mia madre, molto aperta ai rapporti sociali, ha influito sullo sviluppo della mia persona disegnandomi sempre vincente e buono; a darmi poi ancora più sicurezza c’è stata la presenza di mio fratello maggiore con un atteggiamento protettivo nei miei confronti. Mi rivedo bambino nel paese dei miei tempi, quando circolavo con libertà e spensieratezza e a ogni passo incontravo persone amiche che mi facevano sentire come in una grande famiglia. Questa libertà di movimento rendeva facili gli spostamenti anche intorno al paese: colline, paesaggi fiabeschi di trulli, scavi archeologici, mare limpidissimo. Tutti questi ricordi mi danno oggi una grande amarezza, poiché vedo quanto poco rispetto si è avuto e si ha tuttora del paesaggio incantato di una volta. Molta influenza ha avuto su di me anche la frequenza, negli anni d’infanzia, del circolo di Azione Cattolica. Lì, ho imparato a stare con gli altri, con amicizia e semplicità, ho imparato ad apprezzare l’umanità e la dignità degli amici artigiani e contadini; lì è nato con loro un rapporto vero di stima e affezione che ancora dura. Ancora, quel periodo di vita mi ha portato a sentire l’esigenza del soprannaturale, la ricerca di Dio-Amore. Anche la scelta della professione è stata grandemente influenzata da quello spirito di carità verso l’altro che trova i primi messaggi recepiti in quel periodo; così ho vissuto la mia vita di medico. Anche l’impegno nell’insegnamento è stato motivato dall’esigenza di comunicare, di condividere con gli altri la propria vita, le proprie esperienze e il proprio sapere. In quest’ottica ho vissuto anche l’interesse alla ricerca, intesa come impegno a scoprire la verità delle cose.

    NUNZIO SCHENA (editore)

    Da bambino ero molto vivace, tanto che a sei anni rischiai di perdere una gamba per un incidente avvenuto mentre giocavo: un’altalena di fortuna, costruita con i compagni con una fune sostenuta da due colonne di pietra, crollò procurandomi una seria frattura.

    La mia infanzia è stata felice fino al giorno in cui è morto mio padre. Dopo quel triste evento ho vissuto fino all’adolescenza in orfanotrofio, quindi mi è venuto a mancare il calore della famiglia. Il ricordo di quel periodo, pur essendo legato a momenti di sacrificio per la rigida educazione che mi veniva impartita dai sacerdoti, è tuttavia costellato di riconoscenza e ammirazione per i miei formatori.

    Ricordo mio padre, per quel poco che l’ho conosciuto, come un uomo buono e disponibile, mentre mia madre era una donna forte e combattiva, sempre pronta ad affrontare le sfide della vita. Dai miei genitori ho imparato il rispetto per gli altri e il coraggio di affrontare la vita con determinazione e forza di volontà.

    Avendo vissuto in istituto, sognavo di diventare missionario perché mi attirava l’idea di viaggiare con i Guanelliani, essendo l’Opera internazionale. Sempre in istituto ho familiarizzato prima con i libri della biblioteca, che leggevo avidamente, poi con le arti della legatoria e in seguito con le arti grafiche, che mi hanno affascinato al punto da farle diventare il mio lavoro.

    Dopo essere stato ospitato dalla famosa azienda grafica De Robertis di Putignano per circa due anni, mi sono messo in proprio creando un’azienda mia che, nell’arco di cinquant’anni, ha fatto di me un editore qualificato.

    Pensando all’infanzia, alle incertezze in cui la vita mi aveva proiettato privandomi del padre prematuramente, non avrei mai immaginato di realizzare tanti sogni… L’impegno profuso nel lavoro, fatto di competenza e dedizione, in virtù dei numerosi riconoscimenti ottenuti, mi rende orgoglioso di aver dato il mio, sia pur modesto, contributo per lo sviluppo del Salento.

    Galleria di immagini:

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