FASANO – Il fruscio tra l’erba secca e le segnalazioni che rimbalzano tra i residenti stanno riaccendendo i riflettori sulla presenza di rettili nelle aree rurali e collinari di Fasano.
Con il risveglio della primavera, tra i sentieri della Selva e le strade che tagliano le campagne, gli avvistamenti di vipere sembrano essersi intensificati: non mancano purtroppo episodi di esemplari rinvenuti senza vita sull’asfalto o, caso ben più critico, segnalazioni di incursioni nei giardini privati.
La preoccupazione tra escursionisti e abitanti è palpabile, alimentata anche da recenti fatti di cronaca locale, come la perdita di un animale domestico a causa di un morso. Tuttavia, tra timore reverenziale e rischi reali, è fondamentale tracciare un confine netto tra allarmismo e prevenzione.
Per evitare inutili allarmismi nei confronti di specie spesso innocue e tutelate, abbiamo chiesto un parere alla biologa Marialucrezia Colucci della Cooperativa Serapia, che invita alla prudenza ma anche alla corretta informazione sulla presenza dei rettili nel territorio: «I serpenti, in generale, sono particolarmente schivi e non sono pericolosi se non vengono disturbati: tendono infatti a scappare e mordono solo se si sentono minacciati o vengono calpestati. La maggior parte dei morsi avviene nel tentativo di ucciderli o catturarli. A causa della sempre crescente perdita di habitat e delle pressanti attività umane, molte specie di rettili sono in uno stato critico di conservazione, inserite nelle Liste Rosse IUCN. In Italia e in Europa, tutti i rettili, vipere comprese, sono protetti da normative nazionali e internazionali e vanno assolutamente tutelati. Il loro ruolo ecologico è indiscutibile: sono fondamentali per l’ecosistema, agendo per esempio come predatori naturali nel controllo di roditori (topi) e altri piccoli animali. Per superare questa paura è fondamentale mantenere il giardino ordinato sfalciando l’erba e rimuovendo con cautela cataste di legna o pietre, non alzare pietre a mani nude o sedersi in terra senza aver controllato la zona circostante, utilizzare repellenti naturali come la canfora, cannella o aglio e combinare la conoscenza delle specie locali per riconoscerle. Per esempio si potrebbe confondere facilmente la Vipera Aspis, velenosa ma minimamente mortale, con il colubro leopardino (foto), Zamenis situla, che è un serpente non velenoso, elegante e colorato, spesso definito il più bello d’Italia».
La biologa sottolinea che molte specie di rettili vivono oggi una condizione critica a causa della perdita degli habitat naturali e della crescente pressione delle attività umane. Vipere comprese, tutti i rettili presenti in Italia e in Europa sono protetti da normative nazionali e internazionali e svolgono un ruolo ecologico fondamentale, contribuendo al controllo naturale di roditori e piccoli animali.
Fondamentale, quindi, adottare semplici misure di prevenzione: mantenere puliti e ordinati giardini e terreni, sfalciare l’erba alta, evitare di spostare pietre o cataste di legna a mani nude e controllare sempre il terreno prima di sedersi o camminare in aree rurali. Tra i rimedi naturali indicati figurano anche canfora, cannella e aglio, utilizzati come deterrenti.


