FASANO – Sarà discussa il 9 marzo prossimo, innanzi al Tar di Lecce, la causa promossa dal Comune di Fasano contro il Ministero dei Beni Culturali avente ad oggetto l’impugnazione proposta dall’Ente locale avverso il decreto con il quale l’immobile di proprietà comunale denominato “ex macello comunale”, sito in via Roma, è stato sottoposto a vincolo storico artistico, con conseguente impossibilità per il Comune di utilizzare il bene, se non a soli fini culturali (museo, centro culturale, ecc.). Al Comune di Fasano non è andata bene la decisione del Ministero, e l’ha impugnata, in quanto, con apposita deliberazione del Consiglio comunale, n. 63 del 27 dicembre 2012, aveva approvato la “Variazione Urbanistica dell’area sita in Fasano, via Roma (Ex Macello comunale), già inserita nel piano delle alienazioni 2012.
In particolare, alla stregua delle molteplici e chiare ragioni di pubblico interesse già esternate, è stata approvata la variazione urbanistica dell’area ove è ubicato l’immobile dell'ex macello comunale, da zona “D1”, a zona residenziale di tipo “B”. Il ricorso è stato proposto dal dirigente l’avvocatura comunale, avv. Ottavio Carparelli, e nel corso del giudizio è stata depositata dal Comune di Fasano una dettagliata relazione tecnica, predisposta da un architetto esterno all’ente, con la quale sono state puntualmente confutate le tesi del Ministero sulla natura di immobile storico-artistico dell’ex macello.
In altri termini, l’utilizzo della struttura per l’uso originario (macello comunale), è stato da tempo dismesso, e, allo stato, non è più praticabile: allo stato, l’effetto pratico del vincolo apposto dalla Soprintendenza è quello dell’inutilizzo del bene e dell’inevitabile progressivo degrado dello stesso.


