Fasano – È morto oggi a Fonzaso (BL) padre Sergio Pinato, sacerdote dei Figli della Carità Canossiani e figura molto amata anche a Fasano, dove ha prestato servizio dal 1977 al 1982.
Nato il 25 dicembre 1934 a Vallonga di Arzergrande, in provincia di Padova, è entrato nel Seminario di Fonzaso nel 1945, emettendo la prima professione religiosa nel 1952 e quella perpetua il 3 ottobre 1957. È stato ordinato sacerdote nel 1959 ad Asolo, in provincia di Treviso.
Nel corso del suo lungo ministero ha svolto diversi incarichi: dall’assistenza negli oratori e negli istituti educativi fino alle maggiori responsabilità all’interno della Congregazione. È stato superiore delle comunità di Voghera, Fonzaso, Salerno e Fasano e ha offerto un servizio particolarmente prezioso nel Seminario minore dell’Istituto, prima come assistente e poi come direttore.
Dopo dodici anni da vicario generale, nel 1994 è stato eletto Padre generale dei Figli della Carità Canossiani. Anche negli incarichi di maggiore responsabilità ha conservato quel carattere semplice e cordiale, aperto e disponibile, che gli ha permesso di conquistare la stima e l’affetto delle persone incontrate nel suo cammino.
Padre Sergio è arrivato a Fasano nel 1977, appena un anno dopo l’inizio della presenza canossiana in città. Ha quindi partecipato alla prima fase di un’esperienza educativa e religiosa che, attraverso l’Oratorio del Fanciullo, ha accompagnato generazioni di bambini, giovani e famiglie.
Il suo rapporto con Fasano, però, non si è concluso nel 1982. In tanti lo ricordano soprattutto per la capacità di mantenere immutati i legami nonostante gli anni e la distanza. Per alcuni ha celebrato il matrimonio, altri hanno continuato a cercarlo per i sacramenti o per una parola di conforto. Con molti ha mantenuto un contatto discreto ma costante, fatto anche di piccoli gesti. Fino a poche settimane fa ha continuato a inviare messaggi di auguri per compleanni e onomastici.
Chi lo ha conosciuto ricorda anche la frase con cui era solito salutare ed esprimere la propria gioia nell’incontrare qualcuno: «Anima bella!». Due parole semplici e affettuose che raccontano bene il suo modo di guardare le persone. Con gioia, con la massima accoglienza e senza alcun pregiudizio.
La sua morte avviene proprio nell’anno in cui i Canossiani celebrano i cinquant’anni della loro presenza a Fasano. Una ricorrenza che diventa anche l’occasione per ricordare coloro che hanno costruito questa storia con il servizio quotidiano presso l’Oratorio del fanciullo, l’educazione e la vicinanza alle persone e soprattutto ai più piccoli.
Oronzo Rubino


