FASANO- Un nuovo appuntamento organizzato dal “Presidio del libro” di Fasano, coordinato dalla professoressa Annamaria Toma si è svolto ieri mattina (giovedì 29 ottobre) nell’auditorium dell’istituto scolastico “Leonardo Da Vinci”, plesso diretto da Stella Carparelli. Ospitem l’autrice, regista e scrittrice Matilde D’Errico. L’appuntamento è stato organizzato con la collaborazione della professoressa Maria Monopoli e ha coinvolto studentesse e professoresse dell’istituto fasanese per presentare il tema sociale del femminicidio. Tema questo trattato in questi primi mesi di anno scolastico all’interno delle aule.
La scrittrice lucana, precorritrice già del 2007 di questa realtà sociale, ha colto l’occasione di affrontare questo tema più che mai attuale, parlando alle studentesse anche attraverso il suo libro, “L’Amore Criminale”, e rispondendo alle domande delle due studentesse Lorenza Tauro e Carla Iaia, moderatrici dell’incontro. La D’Errico ha sottolineato la difficoltà per le donne di vivere quotidianamente la violenza di uomini e mariti, evidenziando quanto l’amore possa anche trasformarsi in un crimine. I numeri di donne che muoiono o subiscono violenze in Italia sono sempre più allarmanti: da una morte per violenza ogni 3 giorni nel 2006 si è passato oggi ad una ogni 2 giorni. Da questi numeri e da un articolo di giornale nasce così lo slogan e l’incipit della scrittrice: ‘La famiglia ammazza più della mafia'.
La D'Errico ha anche dichiarato come l’Italia non sia un paese in cui non ci siano leggi a tutela delle donne, ma la mancanza di operatività di queste. Una violenza trasversale nel nostro paese, un problema che non ha regione o provenienza sociale. Un incontro ricco di consigli e di spiegazioni su come poter capire i primi passi che si stanno compiendo verso la violenza femminile. Qual è la soluzione per affrontare questa difficile realtà? La prima soluzione l’ha tratteggiata l’ospite: la fiducia nel dialogo. Operare e parlare con chi ci è realmente vicini nel quotidiano e trovare nel cuore la speranza.


