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    Ieri

    Il coraggio di pubblicare libri

    da Osservatorio n. 4 - aprile 2001
    RedazioneDa RedazioneGiugno 25, 20155 minuti di lettura
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    Il coraggio di pubblicare libri - Osservatorio Fasano
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    Non molti fasanesi sanno che, oltre al celeberrimo Nunzio Schena, c’è un altro concittadino che fa l’editore, anche se le varie vicende della vita hanno spostato la sede della sua attività in un altro paese, precisamente a Modugno, in provincia di Bari. Si tratta di Giuseppe Ponticelli e delle sue “Edizioni dal Sud”, alle quali abbiamo di recente accennato su queste pagine presentando il volume fotografico del fasanese Angelo Iacovazzi dedicato al terremoto irpino (Pescopagano 1980), uscito appunto col marchio di Ponticelli. Il quale è oggi un distinto e gentilissimo signore di 54 anni, leggermente brizzolato, con alle spalle una lunga e tormentata storia professionale che qui cercheremo di ricostruire per sommi capi.

    Peppino Ponticelli nasce a Fasano nel 1947, nel quartiere popolare di via Adami, la cosiddetta “strada del pallone”, una estrazione che sarà molto importante come potente molla delle sue aspirazioni di riscatto sociale e culturale. Dopo aver frequentato la scuola d’avviamento (non c’era ancora la media unificata) è assunto con mansioni di apprendista nel 1961 dalla tipografia Schena: anche Peppino, quindi, come quasi tutti gli altri piccoli stampatori proliferati nel tempo in loco, è un “figlioccio” di Nunzio. Con l’azienda che allora aveva sede in via Egnazia Ponticelli rimane per otto anni, imparando a meraviglia il mestiere di linotipista. Nel ’69 il tarlo della voglia imprenditoriale, il sogno di osare qualcosa di più, cominciano a roderlo dentro: a 22 anni si licenzia, lascia un posto sicuro e si trasferisce a Bari, dove nel frattempo si è fidanzato con la ragazza che oggi è sua moglie. Nel capoluogo prende casa insieme a un gruppo di universitari fasanesi e comincia a lavorare part time in un service di linotipia per conto della Laterza. Contemporaneamente si iscrive a un Istituto Tecnico Commerciale, conciliando benissimo scuola e lavoro, tanto che nel 1972 si prende da privatista il diploma di ragioniere. Nel frattempo, dal 1971, è passato alla Dedalo, dove rimarrà come linotipista fino al 1978, respirando l’aria della impresa editoriale. Non contento del suo diploma si iscrive a Lettere, indirizzo storico-sociologico: un’influenza che, pur senza il raggiungimento della laurea, si sentirà forte, come vedremo tra poco, sulle sue scelte di editore. Intanto si è sposato e si è stabilito definitivamente a Bari. Il 1978 segna il secondo momento cruciale nella vita di Peppino: le parole affettuose che aveva detto a Nunzio Schena, annunciandogli a malincuore le sue dimissioni, Ponticelli le ripete al titolare della Dedalo, e sono due “debiti” che Peppino sentirà con rispetto per sempre.

    Nasce così la “Composud”, prima azienda in proprio dell’intraprendente fasanese, che rileva il reparto composizione della Dedalo in cambio di un contratto di appalto da parte della stessa casa editrice per tutti i suoi lavori. La Composud ha naturalmente una propria sede, sul lungomare barese. Ed è da qui che parte, nel 1980, l’avventura delle ponticelliane “Edizioni dal Sud”. Il dal non è un refuso: sta al posto del più scontato e statico del per dare una idea di movimento, di prospettiva. «Qualcosa che si deve sviluppare» precisa il vulcanico Peppino. La cui fertile mente partorisce quattro anni dopo un’altra intuizione: la Composud cessa di esistere a dalle sue ceneri prendono forma le “Arti Grafiche Ariete s.n.c.”, azienda tipografica creata in società con il suo ex collaboratore Filippo Labellarte. La “Ariete” (che, ça va sans dire, è il segno zodiacale di Peppino) scaturisce dalla necessità di una vera e propria tipografia che sia anche al servizio della casa editrice (la quale appartiene invece esclusivamente a Ponticelli). La prima sede è nei pressi di Santa Fara. Nel 1991, infine, il grande passo: viene acquistato un capannone a Modugno, dove oggi sono allocate sia la Ariete che le Edizioni dal Sud. Ultimo passo, per un cerchio da chiudere e un ciclo produttivo da completare, è l’acquisto, avvenuto nel 1998, di un locale nel centro di Bari, in via Dante, dove Ponticelli sta per aprire un suo negozio-libreria che darà maggiore “visibilità” alle sue pubblicazioni, attualmente già distribuite nei migliori punti vendita.

    Il catalogo delle Edizioni dal Sud (più o meno una dozzina di libri all’anno), è un piccolo pozzo di curiosità e di stimoli culturali. Domina la saggistica, con i lavori della cattedra di pedagogia dell’Ateneo barese e le collane “Antropologia dell’alterità” (diretta da Augusto Ponzio e Maria Solimini), “Quaderni” (che comprende saggi di varia natura), “Itinerari di ricerca e formazione” (diretta da Vito Antonio Baldassarre), “Documenti”, “Memoria” e “Il canto dell’ulivo” (dedicate a storie, città, uomini e monumenti di Puglia). E l’albero di ulivo, come simbolo della nostra terra, è sempre al centro dell’immaginario di Ponticelli: sono fotografie di nodosi ulivi fasanesi che Peppino riproduce nei suoi splendidi calendari, a riprova che le sue radici sono qui, nella città del Faso, dove ritorna ogni fine settimana per venire a trovare sua madre. Nella sua produzione c’è anche una sezione di poesia, mentre tra gli autori più rilevanti da lui pubblicati segnaliamo Ernesto Quagliariello, Federico Pirro, Vito Carofiglio, Vito Attolini, Vito Antonio Leuzzi, Giuseppe Semerari, Angelantonio Spagnoletti e il fasanese Gianni Custodero (il cui saggio A sud dell’euro è uscito da Ponticelli nel 1998).

    L’editore legge gli originali e sceglie personalmente i testi da pubblicare, li cura amorevolmente in ogni dettaglio, ne rivede le bozze, li trasforma in libri dalla veste grafica dignitosa, privilegiando sempre la solida cucitura dei sedicesimi, a discapito della colla altrove imperante. Tra i titoli che ci riguardano come fasanesi, oltre ai due citati, c’è anche Con le ali ai piedi, realizzato nell’ambito della collana “Scuolacreativa” insieme alla scuola media “Bianco”, al liceo “L. da Vinci”, all’Ipsia e all’Ipss di Fasano (1998), e poi il recentissimo volume Il profilo di salute della città di Bari, una ricerca curata e coordinata dal nostro concittadino prof. Giuseppe Palasciano, ordinario di medicina interna nell’Università barese. Una passione sconfinata per i libri, un canale editoriale per stimolare ricerche dal Mezzogiorno: questi gli ingredienti decisivi nella ricetta imprenditoriale del nostro Peppino, al quale auguriamo tutti i successi e le affermazioni che il suo coraggio merita. (g.q.)

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