FASANO – Nessuno si aspettava la sua nomina a vicesindaco. Se quello di assessore era un incarico di cui era quasi certo l’ulteriore delega ha colto tutti di sorpresa. Compreso il diretto interessato, Gianleo Moncalvo. «E’ stata una sorpresa anche per me – spiega il neo assessore – questa scelta. Non è stata una mediazione politica ma, ribadisco, una scelta che va a premiare la lealtà, l’impegno, l’onestà e la dedizione al lavoro. Penso non sia mai accaduto che una carica sì simbolica ma importante come questa venga assegnata con questo metodo e non per giochi politici. Oltre tutto la stessa scelta è stata affidata al buon senso di due amici, il sottoscritto e l’assessore Donato Ammirabile, che hanno deciso il da farsi».
Il sindaco ha voluto nominare nuovi assessori nonostante la defezione dei Circoli Nuova Italia. Questo perché l’amministrazione soffriva della mancata guida politica? «Non penso non ci sia stata guida politica. Per quanto mi riguarda ho cominciato a lavorare come consigliere il giorno dopo il ballottaggio. Lo avrei fatto anche senza deleghe. Insieme all’assessore Ammirabile abbiamo lavorato al fianco del sindaco cercando di risolvere i diversi problemi che via via nascevano».
Qualcuno ipotizza per lei la delega al bilancio o alle attività produttive. «Sinceramente non ho avanzato nessuna richiesta. Il sindaco deciderà sulla base delle nostre competenze. Valuterà dove io possa svolgere al meglio la mia opera. Ci sono settori, ad esempio, dove non ho competenze specifiche mentre in altri sì. Accetterò le scelte del sindaco senza problemi».
Moncalvo, tra le righe, si lascia sfuggire che con ogni probabilità non avrà il bilancio e spiega il suo punto di vista sulla situazione venutasi a creare con i Circoli Nuova Italia. «A me pare che i Circoli non abbiano raggiunto un accordo al loro interno in quanto con noi del Pdl era tutto a posto. Non so quello che è accaduto durante le loro riunioni ma so che abbiamo accettato alcune loro richieste e abbiamo lasciato loro l’autonomia che rivendicavano. Evidentemente non era quello il problema ma si strumentalizzava la presenza di Nicola Mola in giunta per ottenere di più».


