Fasano – Il sipario del Teatro Sociale si è alzato ieri sera, sabato 11 ottobre, inaugurando la nuova edizione del Festival di teatro amatoriale “Di Scena a Fasano” con uno spettacolo di grande intensità: “La Venere in pelliccia”, tratto dal celebre testo di David Ives (ispirato al romanzo ottocentesco di Leopold von Sacher-Masoch), portato in scena dalla compagnai di Milano “Baroni rampanti” con la regia di Emanuela Bonetti. Un debutto denso di tensione psicologica e raffinatezza interpretativa, che ha subito imposto al pubblico un clima di sospensione, gioco e provocazione.

La pièce ruota intorno al serrato duello verbale e mentale tra Thomas (interpretato dal martinese Martino Palmisano), regista e autore di un adattamento teatrale, e Vanda (interpretato da Manila Barbati), un’attrice che si presenta in ritardo al provino. Quello che inizia come un’audizione si trasforma progressivamente in un intricato confronto tra i sessi, tra potere e sottomissione, realtà e finzione, fino a dissolvere ogni confine tra i ruoli teatrali e quelli esistenziali.

Sul palcoscenico, ridotto a pochi elementi essenziali – due sedie, un tavolo, un divanetto, due manichini e alcune luci studiate con sapienza – gli interpreti hanno dato prova di notevole maturità artistica. Manila Barbari, nei panni di Vanda, ha incarnato con energia magnetica un personaggio camaleontico, capace di passare dalla leggerezza ironica alla durezza dominatrice con assoluta naturalezza. Martino Palmisano, nel ruolo di Thomas, ha sostenuto il ritmo con grande rigore, rendendo credibile la progressiva perdita di controllo del suo personaggio di fronte alla potenza teatrale e seduttiva di Vanda.
La regia, sobria ma attentamente calibrata, ha valorizzato la parola e il gesto, evitando ogni ridondanza. La scelta di puntare su un’atmosfera claustrofobica, amplificata dal gioco di luci e dal suono discreto ma incisivo, ha reso lo spettacolo compatto e di grande impatto emotivo.

Il pubblico del Teatro Sociale, particolarmente partecipe, ha seguito con attenzione crescente il dialogo serrato e ambiguo tra i due protagonisti, fino all’applauso finale, lungo e convinto. Un’apertura di festival che ha confermato, ancora una volta, come il teatro amatoriale sappia farsi laboratorio di idee, passione e ricerca espressiva.
A conclusione dello spettacolo il direttore artistico del Festival Mimmo Capozzi ha ringraziato Manila Barbati e Martino Palmisano, invitando sul palco l’assessore alla Cultura Cinzia Caroli, e il presidente del GAT “Peppino Mancini “Fausto Savoia per i saluti istituzionali.

Con “La Venere in pelliccia”, il Festival “Di Scena a Fasano” ha inaugurato la sua edizione 2025 nel segno della qualità e del coraggio artistico: un inizio intenso e promettente per una rassegna che continua a rappresentare uno dei momenti più vitali della scena teatrale locale.

Prossimo spettacolo, primo in concorso è per sabato 18 ottobre, sipario alle ore 21, con “Fratelli- vite parallele” per la regia di Roberto Maria Napoletano con le compagnie “Lunaspina” e “Amici del Teatro Dino Marchesin” di Vicenza.


