FASANO – Non è stato un semplice concerto, ma un rito collettivo, un viaggio sentimentale tracciato tra le pieghe di una musica che ha segnato l’anima di un’intera epoca. Ieri sera, venerdì 23 gennaio, il Teatro Kennedy ha ospitato uno degli appuntamenti più suggestivi della 43ª Stagione Concertistica di Fasanomusica: l’omaggio a Pino Daniele intitolato “Il cielo è pieno di stelle”.

Protagonisti assoluti due giganti del jazz contemporaneo, Fabrizio Bosso alla tromba e Julian Oliver Mazzariello al pianoforte. Quella che si è sprigionata sul palco non è stata solo tecnica sopraffina, ma una complicità umana quasi telepatica. Il duo ha esplorato l’universo sonoro del “mascalzone latino” con arrangiamenti raffinati, capaci di fondere il calore del Mediterraneo con le geometrie eleganti del jazz.

Prima dei saluti finali, la serata si è tinta di una sfumatura umana profonda. Fabrizio Bosso ha voluto dedicare un pensiero pubblico e commosso al suo amico fraterno, il musicista fasanese Vincenzo Deluci, assente in sala a causa di un malanno di stagione.
Bosso ha condiviso con la platea il racconto di un pomeriggio speciale trascorso poco prima del concerto: il trombettista ha infatti visitato la sede di AccordiAbili, la scuola di musica inclusiva fondata da Deluci, per suonare insieme ai ragazzi dell’associazione. Un momento di altissimo valore sociale che ha testimoniato come la musica, nelle mani di artisti come Bosso, sia prima di tutto uno strumento di abbattimento delle barriere e di condivisione autentica.

L’evento ha poi raggiunto il suo apice scenico quando, approfittando dell’oscurità della sala e di un ipnotico assolo di Mazzariello, Bosso è sceso in platea, continuando a suonare la sua tromba seduto tra gli spettatori. Una scelta che ha trasformato il concerto in un abbraccio intimo, culminato sulle note di “Se mi vuoi”: qui il musicista ha chiesto al pubblico di cantare il celebre duetto di Pino Daniele e Irene Grandi, chiudendo la serata con una performance corale da brividi.

L’evento si è concluso in un tripudio di emozioni: un teatro gremito e un pubblico visibilmente appagato hanno salutato gli artisti con un lunghissimo e fragoroso applauso, consacrando la serata come una delle tappe più umane e luminose della stagione 2025/2026.


