Fasano – Martedì 27 gennaio 2026, l’Università del Tempo Libero «San Francesco d’Assisi» ricorderà, nella propria Sala Convegni, l’orrore del genocidio degli Ebrei, il più grave dei crimini contro l’umanità. «Shoah… per non dimenticare. Pillole di Storia, Parole, Testimonianze, Poesia e Musica… Sulle ali della Speranza in un mondo Pacifico, Inclusivo, Libero». Questa la tematica trattata su intrecci di eventi realmente accaduti e sul sogno utopico di un futuro Mondo di Pace. La manifestazione, preparata in maniera certosina e puntuale da Palmina Cannone e da Rosa Trisciuzzi di Musicando, dopo un accurato lavoro di ricerca, regalerà ai presenti momenti pregni di emozioni pure. Questa giornata nasce per commemorare le vittime dell’Olocausto. Si è stabilito il 27 gennaio perché in quel giorno le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nell’offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di Concentramento di Auschwitz. La presa di coscienza della Shoah è stata la base, nel dopoguerra, dell’Unione Europea. Un’Europa libera, inclusiva, in Pace». Dal 30 gennaio 1933, giorno in cui il presidente della Repubblica tedesca von Hinderburg nomina Cancelliere Hitler e praticamente consegna il potere a lui e al suo partito il Nazismo, si giunge al 1938, al 14 luglio, quando in Italia il regime fascista, con a capo Benito Mussolini, pubblica il manifesto della razza. Il punto 9 recita: «Gli ebrei non sono di razza italiana», quindi sono esclusi dalla vita sociale del paese, gli insegnanti e gli alunni ebrei espulsi dalle scuole. Dopo l’armistizio dell’8 settembre, il 13 dicembre 1943, inizia anche per gli ebrei italiani il periodo di deportazione e sterminio. Nel 1940 viene creato il campo di concentramento e sterminio di Auschwiz-Birkenau. Vi muoiono 1,1 milioni di persone. Oggi è patrimonio dell’umanità. Verrà declamata «Auschwitz» di Salvatore Quasimodo. Il messaggio del poeta giungerà dritto al cuore dei presenti. «La poesia – sottolinea la presidente Cannone – è il simbolo della tragedia umana. Quasimodo denuncia tutti, nessuno escluso, neppure se stesso. La lirica – aggiunge Palmina – è uno dei più importanti manifesti del ‘900 contro l’antisemitismo, il razzismo, la barbarie, la violenza, il fondamentalismo. I versi ci invitano a prendere una posizione netta contro coloro che si macchiano di violenza. Una poesia che si stacca dall’ermetismo e diviene neorealista, ovvero il principio poetico – conclude la Cannone – diventa impegno sociale col denunciare i mali della umanità. Fu scritta pochi anni dopo la rivelazione dell’orrore dei campi di sterminio nazisti». Il monito che Quasimodo lancia chiaro e forte è: «Non deve mai più accadere!». La poesia è un fiotto di dolore, rabbia… Sembra quasi di vedere le scene di migliaia di donne ammassate nelle baracche e spinte verso la morte per fucilazione o per asfissia. Le bocche delle donne sono scheletrite per i patimenti subiti. Sembra di sentire le loro urla… di vedere quei corpi. Sono trascorsi 81 anni dal 27 gennaio 1945, quando l’esercito sovietico entra nel campo di Concentramento di Auschwiz e libera 7.000 uomini ancora detenuti. Sulle note della canzone «Libertà» di Albano, in sala verrà pronunciato un numero: 52117. Corrisponde al fasanese Clemente Musa, internato in un capo di concentramento per due anni. Con la vittoria degli Alleati, i prigionieri rientrano tra mille difficoltà nei loro paesi di origine. Anche Clemente ritorna a Fasano. Ha solo 22 anni… Le socie Isa Ruggiero, Isa Mancini e Anna Neglia proporranno al pubblico due liriche struggenti: «Scarpette rosse» di Joyce Lussu e «Candele» di Costantino Kavafis. A cornice della serata il Coro dell’UTL interpreterà struggenti canzoni per non dimenticare e costruire un mondo di Pace. La cittadinanza è invitata.
L’UTL ricorda la Shoah
Il 27 gennaio 2026 la locale Università celebra la XII edizione della Giornata Internazionale della Memoria


