FASANO – Si è chiusa con l’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare l’indagine sulla violenta rapina consumata lo scorso 7 settembre nel cuore di Fasano. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile (Norm) della locale Compagnia hanno tratto agli arresti domiciliari due giovani del posto, rispettivamente di 26 e 28 anni, già noti alle forze dell’ordine.
I due sono gravemente indiziati di rapina aggravata in concorso, nonché di detenzione e porto illegale di armi. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura, mette un punto fermo su una vicenda che aveva destato particolare allarme sociale per le modalità dell’esecuzione.
I fatti risalgono a una domenica di fine estate, intorno alle ore 04:30. La vittima, un giovane residente in provincia di Taranto, si trovava in attesa dell’autobus nei pressi della Villa Comunale quando è stato accerchiato dai due malviventi. Secondo quanto ricostruito, i rapinatori hanno agito con estrema spregiudicatezza, minacciando il ragazzo con due pistole e un coltello. Sotto la pressione delle armi, la vittima è stata costretta a consegnare i pochi contanti in suo possesso – circa 50 euro – prima che i due si dileguassero a piedi tra le vie limitrofe.
Il quadro indiziario raccolto dai militari dell’Arma si è rivelato solido e articolato. Tre gli elementi chiave che hanno portato all’identificazione dei presunti responsabili:
- La testimonianza: La vittima ha fornito una descrizione estremamente dettagliata dei suoi aggressori.
- La videosorveglianza: L’analisi minuziosa dei filmati registrati dai sistemi di sicurezza della zona ha permesso agli inquirenti di ricostruire i movimenti dei due soggetti prima e dopo il colpo.
- Le perquisizioni: Durante le ispezioni domiciliari, i Carabinieri hanno rinvenuto capi di abbigliamento perfettamente coincidenti con quelli visibili nei filmati, oltre a una radio portatile utilizzata durante l’azione.
Nel disporre la misura cautelare, il Giudice per le Indagini Preliminari ha sottolineato la spiccata pericolosità degli indagati, evidenziando come abbiano agito approfittando della vulnerabilità della vittima e dell’ora notturna. Resta fermo, come da garanzie costituzionali, il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità penale dei due giovani dovrà essere accertata in sede di giudizio con sentenza definitiva.


