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    Ieri

    Operazione Primavera, ma poi tornerà l’inverno?

    da Osservatorio n. 3 - anno 2000
    RedazioneDa RedazioneFebbraio 24, 20155 minuti di lettura
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    Operazione Primavera, ma poi tornerà l’inverno? - Osservatorio Fasano
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    Con l’avvio della cosiddetta “Operazione Primavera”, decretata dal Ministero degli Interni il 28 febbraio a seguito della morte di due finanzieri travolti cinque giorni prima a Brindisi da un “blindato” dei contrabbandieri, il territorio brindisino, e quello di Fasano in particolare, è stato praticamente militarizzato. Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia, con poteri speciali che consentono perquisizioni domiciliari in qualsiasi momento e in qualsiasi posto anche senza la preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria, stanno rastrellando il territorio in ogni anfratto: posti di blocco a ogni ora del giorno nel centro cittadino e nelle strade principali e secondarie, un continuo viavai di mezzi militari e di elicotteri in costante perlustrazione. Dopo anni di latitanza, nei quali la delinquenza organizzata si era fatta sempre più arrogante e padrona, lo Stato ha ripreso il possesso del territorio: attorno alle organizzazioni contrabbandiere è stata fatta terra bruciata. E quanto radicata fosse l’attività legata al traffico di tabacchi esteri, soprattutto nella nostra città, lo hanno testimoniato gli innumerevoli rinvenimenti fatti dalle forze dell’ordine: depositi di sigarette nei posti più impensati (persino in un ristorante!), palazzine trasformate in veri e propri bunker dotati di sofisticate apparecchiature, centrali radar capaci di controllare tutti i movimenti delle forze dell’ordine e degli scafi in arrivo dal Montenegro. In città, con la massiccia presenza di militari (sono circa 600 gli uomini impegnati solo a Fasano), è ritornato l’ordine più assoluto. In una delle varie operazioni condotte dalla Polizia nel centro cittadino, in corso Vittorio Emanuele è stato addirittura arrestato un pericoloso latitante napoletano che circolava indisturbato. Nelle stesse ore veniva anche individuato e arrestato il conducente del furgone carico di sigarette che 5 mesi fa aveva investito, sulla strada per Laureto, l’auto guidata dalla signora Anna Pace, poi deceduta in seguito alle ferite riportate nell’incidente. L’Operazione Primavera, condotta con notevole spiegamento di uomini e mezzi, è finita inevitabilmente sotto i riflettori di tutti i media. Così, anche Fasano e Savelletri sono balzate alla ribalta dei telegiornali nazionali e regionali, talvolta pure nei titoli di apertura dei Tg delle reti Rai e Mediaset. Ampi servizi riccamente illustrati, poi, sono apparsi su tutti i quotidiani e settimanali nazionali. La stramba idea di un esercente di bar di Savelletri, che ha messo in vendita modellini di mezzi contrabbandieri che si scontrano con quelli delle forze di polizia, è  approdata persino a Striscia la notizia, su Canale 5, nell’ora di massimo ascolto. Ne è venuta fuori con le ossa rotte, naturalmente, l’immagine turistica che Fasano tenta di darsi: più che una ridente località dove è possibile abbinare mare e collina, la nostra città è parsa un luogo dove regna incontrastata la legge dei contrabbandieri e delle loro autoblindo, dalle quali, come nei film di spionaggio, vengono gettati chiodi a quattro punte, olio sulla strada e cortine fumogene per impedire alle forze dell’ordine gli inseguimenti, e i mezzi sono anche muniti di possenti rostri di ferro, capaci di speronare qualsiasi cosa si frapponga davanti. Insomma, una guerriglia in piena regola.

    Di fronte a tutto ciò che è emerso ed è stato documentato in questi giorni a Fasano, la mente è immediatamente tornata alla celebre intervista rilasciata al nostro giornale nel novembre 1994 dall’allora tenente della GdF Stefano Bastoni, che in maniera cruda denunciò il grave radicamento dell’attività contrabbandiera nel territorio e tra i fasanesi. Quell’intervista, che a molti non piacque ma che era piena di verità, scatenò il putiferio, provocando addirittura la protesta ufficiale al Ministero delle Finanze dell’allora giovanissimo segretario del Ppi Fabiano Amati, e urtò la suscettibilità del sindaco De Carolis, tanto che il comandante del gruppo GdF di Brindisi, ten. col. Giorgio Bartoletti, si sentì addirittura in dovere di inviare una lettera di scuse ufficiali al nostro primo cittadino.

    Il giovane ten. Bastoni per poco non venne passato per le armi: fu immediatamente trasferito a Genova, e quelle parole incautamente pronunciate ne inficiarono sicuramente le possibilità di carriera. Se già da allora, invece di far finta di non vedere, si fosse cominciato a chiedere interventi seri sul territorio, forse la situazione non sarebbe precipitata al livello odierno e il tessuto sociale della nostra città ne avrebbe tratto giovamento.

    Gli avvenimenti degli ultimi giorni pongono anche degli inquietanti interrogativi. Lo Stato, prima d’ora, aveva davvero voglia di rendere difficile la vita al contrabbando? L’impressione è che fino a qualche mese fa il traffico di sigarette abbia goduto d’una sorta di benevola tolleranza. Le forze dell’ordine si limitavano a qualche sequestro di “bionde”, ma erano molto più numerosi i carichi che passavano di quelli intercettati. In queste settimane è stata piazzata una camionetta di militi in pianta stabile sul porto di Savelletri: per impedire e scoraggiare l’approdo degli scafi dei sigarettari sarebbero bastate due o tre “sentinelle” nei punti nevralgici. Se non lo si è fatto, un motivo ci sarà pure. Ed è mai possibile che solo nel pieno dell’Operazione Primavera sia stato scoperto e arrestato l’autista del mezzo che 5 mesi prima aveva provocato l’incidente mortale di Anna Pace? Noi non siamo affatto convinti che i risultati conseguiti siano solo il frutto della presenza di più uomini sul territorio. E comunque, ora si andrà avanti fino in fondo? L’operazione si limiterà a una repressione momentanea del fenomeno, oppure sarà l’avvio di indagini più serie che portino anche a scoprire i livelli alti (e internazionali) delle connivenze? Una cosa è certa: finché ci sarà gente che si arricchisce con i traffici illeciti godendo dell’impunità, sarà difficile impedire che il contrabbando e le attività connesse diventino la meta da raggiungere per tanti cittadini onesti che non riescono più a sbarcare il lunario.

    di ZINO MASTRO

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