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    Ieri

    Buoni o brutti si approvano tutti

    Da Osservatorio n. 8 - agosto 2000
    RedazioneDa RedazioneAprile 22, 20156 minuti di lettura
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    Buoni o brutti si approvano tutti - Osservatorio Fasano
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    Nella relazione introduttiva che ha preceduto la discussione e l’approvazione dei progetti turistici, durante il consiglio comunale del 10 agosto, l’assessore all’urbanistica Fabiano Amati ha parlato di momento storico per la città. Perché? «Se tutto dovesse andare a buon fine – spiega l’assessore visibilmente soddisfatto – si tratta di un investimento complessivo di circa 600-700 miliardi che si riverserà su Fasano. Ma anche se solo la metà dei progetti si dovesse concretizzare, sarà sempre un grandissimo investimento. Un traguardo storico sia per ciò che comporterà sotto il profilo del turismo, sia per quanto riguarda il livello occupazionale. Nelle convenzioni che andremo a stipulare, i singoli imprenditori dovranno dichiarare quanti nuovi posti di lavoro creerà il loro investimento, e poi saranno obbligati a rispettare quell’impegno per almeno 5 anni. Accanto a questi aspetti, c’è da considerare la grande opera di pianificazione del territorio. Molti proprietari dei nuovi insediamenti turistici dovranno attrezzare delle aree da cedere poi al Comune, creando, soprattutto sulla fascia costiera, una serie di servizi pubblici per la balneazione libera, fruibile da tutta la collettività senza alcun costo. È proprio questo l’aspetto che maggiormente mi soddisfa: per esempio il progetto “Masciola” prevedeva, a valle dei manufatti, campi da tennis e altro, che abbiamo escluso per garantire la fruibilità pubblica del mare».

    Vuol dire che gli abituali frequentatori della costa fasanese da quest’operazione trarranno vantaggi, senza avere costi aggiuntivi?

    «Il concetto fondamentale è che la fruibilità e la libertà di bagnarsi deve esser conservato, perché è un dato culturale della nostra città. I servizi sulla costa saranno potenziati: naturalmente non vogliamo più vedere le macchine parcheggiate sulla scogliera e tutta quella serie d’accampamenti improvvisati. Ci saranno aree dove la gente potrà andare liberamente al mare, troverà degli spazi dove parcheggiare in maniera ordinata e aree adibite al pic-nic, tutte fornite di idonei servizi. Senza dubbio un salto di qualità nell’offerta turistica».

    Quanto ha influito sulla rapida approvazione dei progetti la mannaia dell’abrogazione della legge regionale n. 3, che consente la deroga ai regolamenti urbanistici vigenti?

    «Molto e poco allo stesso tempo. Molto, perché ci ha fatto chiedere se fosse possibile non dare una risposta alle istanze di tanti imprenditori. Poco, perché questa è stata solo l’occasione: in 11 giorni abbiamo predisposto tutti gli atti necessari all’approvazione, ribadendo la volontà di portare a termine la vicenda. Ma anche senza la legge n. 3 l’operazione sarebbe stata portata a termine, perché ormai gli strumenti legislativi per lo sviluppo del territorio sono tali e tanti che, se c’è la volontà politica di fare una cosa, la si può benissimo fare».

    Quanti di questi progetti si tradurranno in realtà? Alcuni rischiano di essere bocciati dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali…

    «Questa è una risposta difficile da dare. So anch’io che alla Soprintendenza ultimamente tira un’aria molto difficile per opere che insistano in aree vincolate. Noi ci auguriamo che vadano tutti in porto. Ci rendiamo conto che la Soprintendenza deve svolgere il suo lavoro di tutela del territorio. E proprio per questo credo che qualcuno non avrà la possibilità di realizzare il suo progetto, perché l’ente preposto al controllo della compatibilità paesaggistico-ambientale lo impedirà. Si potrebbe anche addivenire ad alcune modifiche dei progetti, in accordo con la Soprintendenza».

    È stato usato per tutti i progetti lo stesso metro di valutazione, senza farsi influenzare dai personaggi che più o meno apertamente erano gli sponsor dei vari insediamenti?

    «I pareri della commissione edilzia denotano un certo equilibrio, una grande uniformità e una “terzietà” rispetto agli interessi in campo. Personalmente su questi progetti volontariamente mi sono irrigidito, inventandomi un carattere brusco, per evitare che qualcuno potesse ritenere di intervenire per modificare in proprio favore il corso degli eventi. Ritengo di poter dire che siamo stati imparziali».

    Qualche progetto, però, ha visto capovolto il primo giudizio nettamente negativo, espresso dalla commissione consiliare competente…

    «La commissione consiliare espresse subito parere contrario su alcuni progetti, dando però indicazione che, se fossero stati modificati, si sarebbero potuti prendere in considerazione. Così è avvenuto: in alcuni casi l’imprenditore ha ripresentato il progetto con profonde modificazioni e il parere è stato rivisto. Edifici-alberghi che prevedevano più piani sono stati ridotti a soli due piani, mentre molti residence-alberghi sono stati accorpati».

     

    Hanno fatto come Ponzio Pilato

    Nella seduta del 10 agosto, il consiglio comunale ha adottato 32 varianti al piano regolatore generale, approvando quasi tutti i progetti proposti dal “Consorzio Turistico Egnathia”. Ciò che non era stato fatto in oltre due anni di estenuanti trattative, è stato improvvisamente reso possibile dall’incubo dell’abrogazione della famigerata legge regionale n. 3 del ’98, quella che consentiva di costruire in deroga alle norme di tutela del paesaggio contenute nella vecchia “Galasso”. Così, in soli undici giorni (si è iniziato a lavorare il 31 luglio) tutti i progetti sono stati velocemente istruiti dall’ufficio tecnico e portati al vaglio della competente commissione consiliare e della commissione edilizia, predisponendo le delibere e depositandole presso l’ufficio di presidenza, che ha convocato la seduta straordinaria del consiglio comunale. Un vero record! Comunque una pagina importante per la vita di Fasano: se tutti questi progetti dovessero essere realizzati, l’economia della nostra città subirebbe notevoli mutamenti con la costruzione di ben 16 nuovi alberghi, un nuovo complesso termale in collina, un ostello della gioventù, un parco di giochi acquatici, numerosi nuovi stabilimenti balneari, parecchie nuove piscine (fra cui due coperte) e attrezzature sportive. Fasano potrebbe diventare una delle più grosse realtà del Sud nel campo della ricettività alberghiera. Tutto questo, se da un lato consentirà di creare nuova occupazione, dall’altro potrà arrecare gravi ferite all’ambiente. Non è un mistero che alcune delle iniziative proposte “impattano” fortemente con il paesaggio, perché si tratta di realizzare nuovi manufatti a ridosso del mare o nel cuore della collina. Analizzando i 32 progetti, balza subito all’occhio che non si può fare di tutte l’erbe un fascio: ve ne sono alcuni meritevoli e apprezzabili, nonché assolutamente innocui dal punto di vista ambientale; di contro, ve ne sono altri che costituiscono delle vere e proprie speculazioni edilizie, con un tremendo potenziale di vulnus al territorio. Qualche progetto, infatti, era stato bocciato in prima battuta dalla commissione consiliare. Poi, le solite pressioni dei rispettivi “santi in paradiso”, agevolate dal camuffamento e/o ridimensionamento delle “carte”, ne hanno consentito il riesame e il recupero, pur con qualche limitazione, come si potrà constatare leggendo nelle pagine seguenti i pareri e le motivazioni espresse dalla commissione edilizia.

    L’amministrazione comunale, dunque, “pilatescamente”, pressata da più parti (anche da personaggi politici dell’opposizione), ha scelto di non scegliere, approvando tutto all’unanimità, e scaricando la responsabilità di eventuali “tagli” al giudizio della Soprintendenza ai Beni Ambientali, dove, ahi loro!, da qualche mese si è insediato l’architetto Mario Di Cunzo, passato alla storia per aver fatto abbattere il “Fuenti”.

     

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