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    Cultura & Spettacolo

    Da Fasano un calcio all’omofobia per allontanare i pregiudizi

    Tanti applausi per il progetto di campagna contro l'omofobia tenutosi al Teatri Kennedy e rivolto agli studenti degli istituti superiori
    RedazioneDa RedazioneMarzo 21, 20155 minuti di lettura
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    Da Fasano un calcio all'omofobia per allontanare i pregiudizi - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Mattinata di riflessione e di consapevolezza quella di quest’oggi (sabato 21 marzo), al teatro Kennedy di Fasano, dove si è svolta l’iniziativa, patrocinata dal Comune di Fasano, di sensibilizzazione contro l’omofobia e la transfobia, organizzata dall’associazione locale “La Torretta” con la direzione artistica di Francesco Bassi e Tommy Rubino. Alla manifestazione hanno aderito gli studenti e i professori dei due istituti d’istruzione secondaria superiore fasanesi “Leonardo da Vinci” e “Gaetano Salvemini”, diretti dai dirigenti scolastici Stella Carparelli e Rosanna Cirasino.

     

    La giornata ha avuto inizio con la visione del film “Più buio di mezzanotte”, pellicola italiana che ha partecipato nel 2014 al prestigioso festival cinematografico di Cannes, dell’esordiente regista Sebastiano Rosi. Il film narra la storia reale di un adolescente siciliano, Davide il nome del protagonista, che ha quattordici anni, abbandona la casa perché stanco della situazione che è chiamato a vivere ogni giorno in famiglia con il padre per via della sua omosessualità, non accettata dal genitore che per giunta lo ritiene, sotto suggerimento di un medico, un malato da curare con punture di ormoni maschili. Qui inizia la storia di un giovanissimo Davide che vaga all’interno sua città, fuga da casa che lo porterà a cercar rifugio presso Villa Bellini a Catania, luogo di chi come lui migra e fugge dalle difficoltà della vita. Qui conosce Rettore, un omosessuale, e i suoi amici, i quali diventeranno la sua seconda famiglia. Una vita non facile la loro, tenuta a galla dalla prostituzione e da furti in supermercati per racimolare un qualcosa da mangiare. La morte dell’amico e le difficoltà di questa nuova realtà porteranno Davide, che non accetta la prostituzione come mezzo di sopravvivenza, a restare solo e ad affidarsi a persone sbagliate, fino a quando, prima l’incontro con la madre e successivamente quello con il padre, lo condurranno al gesto estremo di tentato suicidio. Un gesto non riuscito, e che lo porterà a continuare a vivere e a lottare oggi contro quelli che sono i giudizi della gente e delle istituzioni. Un film toccante, che nonostante alcuni ridicoli schiamazzi e poco felici commenti da parte di alcuni studenti, ha lasciato, a conclusione della proiezione, silenzio e qualche lacrima sul viso tra gli alunni presenti in sala.

     

    La mattinata è proseguita con un dibattito in sala, coordinato dallo stesso Bassi, tra gli studenti e alcuni ospiti che hanno deciso di partecipare all’evento. Sono stati, infatti, invitati a salire sul palco per confrontarsi con i ragazzi e lasciare la loro personale testimonianza: Teresa Manes (dell’Associazione italiana prevenzione bullismo); Davide Cordova (in arte Fuxia), la cui storia ha ispirato il film; Giovanni Gulizia, attore del film nella parte di Rettore; Eleonora Magnifico, artista transgender ed esponente del movimento Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali); Natalia Epifani, la quale, tramite EcoAmbiente Sud, ha supportato l’evento.

     

    Teresa Manes ha raccontato la tragica vicenda del figlio Andrea, un ragazzo calabrese che si è suicidato a causa di commenti e insulti da parte di compagni di scuola, che lo additavano come omosessuale, commenti che hanno urtato la sensibilità del ragazzo fino a portarlo alla tragica scelta. «Un film tosto, un pugno nello stomaco. – dice nel suo intervento mamma Teresa – Storie come quella di Davide che non sono mai raccontate in maniera così asciutta, ma che hanno il bisogno di diventare un dovere presentarle. Mio figlio- sottolinea ancora – è stato ammazzato dal pregiudizio e dal silenzio. Se oggi sono qui e per presentarvi Andrea e farlo diventare vostro amico. Per far sì che certe storie siano d’insegnamento per tutti voi ragazzi e per chi governa il nostro paese».

     

    Davide Cordova nel suo intervento ha raccontato dettagliatamente la sua storia, rispondendo alle domande dei ragazzi colpiti dal film come dalla sua storia personale. «Spesso mi sono sentito un mostro nella mia vita. Una situazione dovuta a quello che le persone mi facevano provare. Sta a noi – ha sottolineato con la determinazione che ha accompagnato ogni suo intervento – reagire dinanzi ad ogni difficoltà quotidiana. La mia testimonianza spero possa far felice e dare forza a tutti quei ragazzi o ragazze che possono vivere le mie medesime difficoltà». A una domanda di una studentessa, che le chiedeva di descrivere la sua vita con un aggettivo, ha risposto: «Meravigliosa. Mi ritengo fortunato di non aver avuto – come si evince in una scena del film – l’input di buttarmi dalla finestra per scappare dalla mia vita». Durante la sua personale testimonianza ha voluto porre l’accento sulla quotidianità e la vita degli omosessuali,che, com’è stato sottolineato dagli ospiti, non diversa da altri, ma differente. «Gli omosessuali hanno lo stesso diritto di vita. Vita che è una sola e che abbiamo il dovere di viverla come tale».

     

    Sulla stessa riga gli interventi di Giovanni Gulizia, visibilmente emozionato, ed Eleonora Magnifico che ha sottolineato nel suo intervento come la sua lotta lei la porti avanti mostrando se stessa e portando quella che lei è realmente. «Si parla spesso di diritti. – evidenza Magnifico – Non vogliamo diritti speciali ma semplici diritti all’amore e diritti comuni. Vogliamo la possibilità di chiamare amore la persone cui il sentimento è corrisposto». «Abbiamo deciso di sposare questa tematica – ha sottolineato Natalia Epifani – perché realmente importante. Tocca non solo voi ragazzi, ma tocca anche tutti i genitori che sono parte focalizzante nell’amare i propri figli».

     

    A chiusura dell’incontro Francesco Bassi ha voluto ringraziare tutti quelli che hanno partecipato e reso possibile questa iniziativa, una novità per la città di Fasano, ringraziando gli ospiti e consegnando loro alcune targhe a suggello di questa giornata che li ha visti protagonisti sul palco e che sicuramente avrà riempito di un’esperienza nuova lo zaino che ogni giorno nella propria vita gli alunni portano sulle proprie spalle.

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