FASANO – Non è facile far rivivere una vita fatta di leggende metropolitane come quella di Django Reinhardt, il rom padre del Jazz Manouche. Una serie di spaccati storici che comprende gran parte dellaprima metà del '900. Ma Fiorenzo Lo Presti, autore e interprete di “Django, joue pour moi!” ci è riuscito alla grande realizzando uno spettacolo di alta tecnica teatrale e musicale. Se ne sono accorti anche ieri sera (domenica 11 dicembre) chi ha scelto il Teatro Sociale di Fasano per assistere a questa rappresentazione.
“Django, joue pour moi!” si snoda attraverso la vita di questo straordinario chitarrista la cui menomazione (perse delle dita in un incidente) diventò motivo per inventare il Gipsy Jazz. La musica entra in un panorama che vede l'incombenza della Seconda Guerra Mondiale e le successive fasi cruente ma, come sottolinea lo stesso Lo Presti "proprio la musica riesce a placare, con la sua dolcezza e la sua forza innovativa, la sete di sangue che percorre le strade". L'attenzione del pubblico è tutta per questo attore e la sua compagna di scena, la chitarra, in un insieme di gesti, canto, musica e parole, che scolpiscono un mondo fatto di locali fumosi ed emozioni forti. I personaggi bizzarri della Parigi dei primi del Novecento, tutti impersonati dal narratore, compaiono e scompaiono sul corpo dell'attore e sulle figure create dalla chitarra. Ad arricchire l'atmosfera ci pensano, in più, i brani suonati e cantati secondo gli arrangiamenti (o le composizioni) di Django e dei grandi jazzisti dell'epoca. Nelle intenzioni di Lo Presti quello di considerare la musica come collante dei popoli e portatrice di vita.


