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    Attualità

    Anche il contributo di un fasanese nella legge regionale sul gas radon

    E' il giovane fisico Stefano Roberto Soleti: la legge pugliese per la riduzione dell'esposizione alla radioattività è stata approvata dal Consiglio dei ministri
    RedazioneDa RedazioneDicembre 24, 20163 minuti di lettura
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    Anche il contributo di un fasanese nella legge regionale sul gas radon - Osservatorio Fasano
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    FASANO – C'è il contributo prezioso anche di un fasanese nella realizzazione di una legge regionale approvata in seguito anche dal Consiglio dei Ministri. Si tratta del del fisico dott. Stefano Roberto Soleti. «Anche il Consiglio dei ministri ha approvato la nostra legge, prima in Italia, per ridurre l’esposizione alla radioattività naturalederivante dal gas radon». Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio Fabiano Amati, primo firmatario della proposta di legge con i consiglieri Donato Pentassuglia, Marco Lacarra, Ruggero Mennea e Filippo Caracciolo. «La proposta di legge era stata approvata il 25 ottobre 2016 dal Consiglio regionale, dopo un iter legislativo lungo, complesso ed anche contrastato per via di parecchi dubbi di costituzionalità su una materia che per la prima volta era resa oggetto di regolamentazione regionale. L'iniziativa legislativa, infatti, era già stata presentata nella IX legislatura e nel corso degli anni adattata a diversi rilievi tecnico-giuridici e tenendo conto dell'esperienza compiuta dalla Regione – sempre nella IX legislatura – in materia di benzopirene, passata immune da qualsiasi impugnativa nonostante avesse innalzato il livello di tolleranza in deroga alla legislazione nazionale.

     

    Sulla legge radon preziosi sono stati i suggerimenti del prof. Fulvio Italo Maria Fucilli, docente di Fisica applicata dell’Università di Bari e del fisico dott. Stefano Roberto Soleti. Il radon – spiega Amati – è un gas presente naturalmente nelle rocce, specie in quelle di origine vulcanica ed emerge in superficie attraverso microfratture del materiale. Il gas tende quindi ad accumularsi negli ambienti chiusi quali miniere o negli edifici privi di un adeguato ricambio di aria. La pericolosità per l'essere umano deriva non solo dalla sua radioattività, ma anche dagli elementi tossici che lo compongono. L'attività di prevenzione e riduzione da questi rischi è rappresentata dalle azioni contenute in un piano regionale coerente con le linee guida del piano nazionale radon predisposto dalla giunta con il supporto tecnico-scientifico dell'Arpa. Il piano contiene l'individuazione delle aree e degli edifici a rischio per la salute della popolazione, i limiti di concentrazione del gas radon per le differenti tipologie e destinazioni di immobili, la realizzazione e la gestione di una banca dati delle misure del gas annualmente aggiornata. La legge stabilisce in 300 Bq/mq i limiti di concentrazione per le nuove e vecchie costruzioni. Per gli immobili destinati ad attività agli esercenti è fatto obbligo di avviare misurazioni semestrali sul livello di concentrazione di attività del gas radon ed a trasmettere gli esiti al Comune interessato e ad ArpaPuglia. Qualora gli esiti di concentrazioni dovessero risultare superiori ai limiti fissati – conclude il presidente della commissione Bilancio – l'immobile dovrà essere sottoposto a risanamento»

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