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    Cultura & Spettacolo

    Il federalismo fiscale raccontato da Massimo Vinale in un libro

    Dopo essersi cimentato con la filosofia, la poesia e le biografie ecco che l'autore montalbanese raccoglie i dati di un convegno in un testo
    RedazioneDa RedazioneSettembre 8, 20124 minuti di lettura
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    Il federalismo fiscale raccontato da Massimo Vinale in un libro - Osservatorio Fasano
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    FASANO – “La nuova Questione Meridionale – Federalismo Fiscale e Diritti di Cittadinanza”. Questo il titolo dell’ultima fatica politico-letteraria di Massimo Vinale. Alle prese, questa volta, non con la filosofia (Eppur si muore e Scusate la polvere), la poesia (Logos – Una Storia d’Amore e Dedica d’Amore) o le biografie (Don Vittorio Carparelli – Medico per Amore), ma con la politica, in una chiave, appunto, meridionalista.

     

    Edito lo scorso mese di agosto dalle Edizioni Ventrella, il libro è il frutto, tra l’altro, di un’attività convegnista promossa dall’autore già da qualche anno. Da non dimenticare, quella di giugno 2010, alla presenza del sen. Nicola Latorre e degli assessori regionali Tommaso Fiore (alla sanità) e Fabiano Amati (alle opere pubbliche). Non a caso, quindi, il volume esamina i principali aspetti istituzionali ed economici connessi alla cosiddetta “riforma federale”. Lo scopo del libro, dichiara l’autore, «è quello di evidenziare gli effetti, specie nel Mezzogiorno, della legge delega n. 42 del 2009 e dei relativi decreti attuativi». Nella prima parte del volume, Vinale illustra le principali fasi del lungo e complesso processo di riforma del sistema di finanza pubblica italiano. «Quest’ultimo (…) – scrive l’autore –  ha gradualmente modificato  il modello di “finanza derivata”, ampliando, di fatto e di diritto, l’autonomia finanziaria dei governi locali. A questi ultimi è stata riconosciuta una maggiore responsabilità nella gestione delle entrate e delle uscite finanziarie.  Tale processo riformatore – chiosa ancora Vinale a pag. 149 – ha ricevuto un notevole impulso dal d.lgs. n. 56 del 18 febbraio 2000 ed è proseguito con la legge costituzionale del 18 ottobre 2001, n. 3, recante modifiche al Titolo V della Costituzione>>.  Non a caso, si legge sempre a pag. 149 del volume, <<il novellato art. 119 Cost. ha rafforzato il principio dell’autonomia di bilancio delle Regioni e degli Enti Locali, ponendo una maggiore enfasi sui tributi propri e specificando che gli Enti dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio». Il capito secondo del volume, invece, analizza, in maniera sistematica e analitica la legge delega n. 42/2009. Nello specifico, Massimo Vinale evidenzia come la riforma disponga l’attribuzione di autonomia di entrata e di spesa a Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni, prefigurando un sistema nel quale, superati i trasferimenti statali, le risorse finanziarie deriveranno «da tributi ed entrate proprie, da compartecipazioni al gettito di tributi erariali e dal fondo perequativo, per i territori con minore capacità fiscale per abitante», sancendo, inoltre, «il passaggio graduale dalla “spesa storica” al “fabbisogno standard”, così come  fissati dall’art. 117 Cost. , comma 2, lett. m) e lett. p), per le funzioni fondamentali, ed alla “capacità fiscale per abitante”, per le restanti funzioni».

     

    Vinale, però, non ha dubbi sugli effetti negativi che si riverbereranno sulle Regioni e gli Enti Locali del Mezzogiorno, tanto da scrivere: «Il provvedimento in esame, pur registrando un consenso parlamentare piuttosto ampio, presenta molteplici aspetti di criticità. Tra questi, i profili di costituzionalità (cfr capito III, ndr) e gli assetti istituzionali della riforma: dal finanziamento delle funzioni essenziali  agli effetti della perequazione». Non a caso, dunque, il Presidente dell’ASP “Latorre”, nel suo studio, ha fatto riferimento a quello dell’Istituto Pugliese per le Ricerche Sociali (capitolo IV), tanto da proporre una prima simulazione degli impatti finanziari della riforma sulla Regione Puglia, in particolare, e sul resto del Mezzogiorno, più in generale (pag. 90 – 111). Tale simulazione, secondo Vinale, permette di evidenziare «le particolari e difformi dinamiche finanziarie che interessano le competenze legislative e le funzioni regionali, nelle materie in cui devono essere garantiti, su tutto il territorio nazionale, uniformi “livelli assistenziali delle prestazioni”». Il libro, dalla scrittura vivace, snella e puntuale nella citazione delle fonti, corredato, tra l’altro, da una dettagliata bibliografia e una ricercata sitografia, propone, infine (capitolo V), una comparazione del «federalismo fiscale padano» con il modello federale tedesco. Mentre in Germania, conclude Massimo Vinale, «i vari Lander collaborano tra loro e con la Federazione, al fine di garantire la coesione sociale e, dunque, l’uniformità delle condizioni di vita su tutto il territorio nazionale, in Italia si lavora, politicamente, per rimanere “in loco” la ricchezza ivi prodotta». Molto bella, infine, la copertina del libro e la citazione introduttiva dell’Autore: «Sarà bene vigilare affinché gli egoismi territoriali non diventino riforme e le norme disciplina dell’esclusione».

     

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