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    Attualità

    Associazione U’mbracchie: ‘A Fasano proliferazione disordinata e incontrollata di dehors’

    L'associazione facente capo a Vito Ventrella condanna alcune decisioni riguardo a dehors e fioriere prese dell'amministrazione
    RedazioneDa RedazioneSettembre 17, 20125 minuti di lettura
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    Associazione U'mbracchie: 'A Fasano proliferazione disordinata e incontrollata di dehors' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Osservatoriooggi.it aveva sollevato il problema qualche giorno fa dopo alcune segnalazioni di lettori che avevano indicato dei nascenti dehors di grandi dimensioni a Fasano. Gli interrogativi su questo tipo di strutture sono davvero tante e il benestare di amministrazione comunale e Polizia municipale si scontra con chi vorrebbe una città decisamente più libera. A prendere posizione sulla questione nelle ultime ore è anche l’associazione “U’mbracchie” con una nota firmata dal suo presidente Vito Ventrella.

     

    «Lo avevamo detto e scritto in tempi non sospetti con una missiva inviata al Consiglio comunale nel gennaio scorso – scrive il presidente del sodalizio: “ …l’ adozione di tale strumento normativo (la bozza di regolamento sui “dehors”, poi non più adottata). …con le innumerevoli deroghe ai principi di fondo pur condivisibili, determinerebbe, nella sua concreta attuazione, una incontrollabile “deregulation” generatrice di un disordine e di un controproducente impatto sull’arredo e sui paesaggi urbani.” Alla luce di quanto sta accadendo, con la proliferazione incontrollata e disordinata di “dehors”, ed in assenza di norme specifiche, si aggravano e peggiorano il disordine e le brutture che aggrediscono il paesaggio urbano. Le cause si rintracciano nell’assenza (o inosservanza) di regole, ma anche, a dire il vero, nel cattivo gusto di molti concittadini. La nuova bozza di regolamento sui “dehors”, in discussione nelle competenti commissioni consiliari, riteniamo che tradisca un limite di fondo: sembra costruita come “regola in sanatoria”  delle “spontanee” e, spesso, brutte strutture sorte. Dobbiamo avere il coraggio di risanare quanto è stato realizzato, imponendo adeguamenti, limitazioni, e, ove necessarie, eliminazioni radicali. E’ necessario redigere appositi allegati tecnici ed elenchi contenenti la qualificazione e l’individuazione degli ambiti urbani, caratterizzati da una propria morfologia della sezione stradale e da proprie caratteristiche ambientali per contestualizzare ed armonizzare l’installazione dei dehors nei diversi paesaggi urbani».

     

    E il sodalizio presieduto da Ventrella pone le stesse questioni poste da noi in fatto di impatto visivo sull’arredo urbano cittadino. «In altri termini – scrive il presidente de “U’mbracchie” -, il centro antico è diverso dal centro storico o dalle località di villeggiatura; non si possono concepire regole, ed assentire strutture, che siano le stesse in ogni zona del territorio. Si veda, ad esempio in corso V. Emanuele o in via Piave, l’impatto visivo e l’ingombro che determinano strutture del genere se decontestualizzate rispetto alla zona urbanistica di insediamento. Non si può consentire l’utilizzo delle carreggiate per ampliare la capacità insediativa de piccole attività, nate in locali non più idonei all’espansione dell’attività aziendale, scaricando sul decoro e sulla bellezza degli spazi pubblici tale, pur legittima, esigenza imprenditoriale. Ciò distorcerebbe anche il mercato: con un piccolo locale si avrebbe un numero di “coperti” uguale al numero ricavabile da un locale grande, grazie ai dehors, pur avendo minori costi. Significativo è il dato terminologico che la bozza di regolamento prevede: si parla in generale di strutture precarie ed amovibili, ma poi si differenziano le tipologie in dehors “temporanei” e “permanenti”. Nella nostra città le strutture precarie finiscono per essere più permanenti di quelle nate immobili. Occorre, dunque, dividere il territorio in diverse zone con relative e specifiche regolamentazioni ad hoc. Sul centro antico e sul centro storico, ad esempio, consentire esclusivamente dehors realizzati con ombrelloni e con delimitazione dell’area realizzabile solo con fioriere. Bisogna escludere la possibilità di installare “dehors” su sedi stradali o addirittura su zone adibite a sosta dei veicoli, fatta eccezione per il perimetro del centro antico e per le strade dei centri storici senza marciapiede e nella zone a traffico limitato, pur nel rispetto delle distanze compatibili con la sicurezza del traffico pedonale e veicolare; viceversa consentire l’installazione delle strutture in oggetto solo su parti delle aree pubbliche costituite da prati ed aiuole (come ad esempio la villa comunale o la villetta di S. Antonio).

     

    Il sodalizio fa riferimento anche alle fioriere. «Inoltre, nell’ottica di agevolare l’abbellimento e la cura del centro antico e del centro storico – conclude Ventrella -, con riferimento al “Regolamento per l’occupazione di suolo pubblico” riteniamo sbagliato impedire l’uso di fioriere da collocare in aderenza alle entrate di locali ed abitazioni. Occorrerebbe al contrario, come avviene nel centro antico di Locorotondo, incentivare tali istallazioni (pur regolamentate nello stile e nelle misure) per incentivare il decoro e la  cura. Rileviamo con soddisfazione, inoltre, che il nostro suggerimento di escludere dalla installazione di tali strutture l’area di Piazza Ciaia è stato accolto. Occorrerebbe escludere anche l’area di Piazza Mercato Vecchio, nella prospettiva di una riqualificazione e di un uso molteplice della stessa (es.: spettacoli, rappresentazioni culturali ecc.). A tal proposito cogliamo l’occasione per ribadire e rilanciare la nostra idea progettuale, accolta con un intento, per ora solo verbale, dall’amministrazione comunale, di realizzare il parcheggio (gratuito) di auto nelle due aree presenti vicino al tribunale. Ciò è assolutamente indispensabile per rendere praticabile ogni intervento volto a migliorare ed abbellire spazi e luoghi pubblici, come il recupero della Piazza Mercato Vecchio, che abbiamo strettamente legato alla realizzazione di tali parcheggi. Con l’intento di contribuire a rendere la nostra città bella e riqualificata, presenteremo alle commissioni consiliari, agli assessori competenti ed al Sindaco, una bozza di integrazioni elaborata più in dettaglio, rimanendo sempre disponibili al confronto e  ad ulteriori approfondimenti».

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