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    Il valzer dei sondaggi: c’è chi sale e c’è chi scende

    A pochi giorni dal voto impazzano numeri e percentuali sui vari schieramenti e l'incertezza regna sovrana anche su chi, in Puglia, riuscirà ad arrivare a Roma
    RedazioneDa RedazioneFebbraio 7, 20136 minuti di lettura
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    Il valzer dei sondaggi: c'è chi sale e c'è chi scende - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Il valzer è vorticoso al punto da far girare la testa. E le percentuali s’accumulano sulle scrivanie dei vertici di partito, nazionali e regionali. Un febbrile sfogliare di grafici, tabelle e proiezioni. L’ultimo sondaggio declinato su scala pugliese – peraltro appena sfornato: la rilevazione risale a venerdì e lunedì scorsi – riduce la forbice tra centrosinistra e centrodestra a due punti percentuali. Insomma: è il trailer di una sfida al cardiopalma. Il sondaggio porta la firma dell’Ipr e si riferisce al Senato, lì dove cioè la sfida è affilata essendo il premio di maggioranza per palazzo Madama assegnato su base regionale: molti macro-collegi passeggiano sul filo del rasoio, e la Puglia è tra le regioni-spia cerchiate in rosso dai sondaggisti. La rilevazione Ipr (commissionata dal Tg3) attesta la coalizione di Pier Luigi Bersani al 35% e quella capitanata da Silvio Berlusconi al 33%. Cifre che iniettano coraggio al Pdl pugliese di Raffaele Fitto e suggeriscono la rimonta, ma numeri che non scalfiscono l’ottimismo del Pd: i democratici sostengono di aver in mano altri dati, con un gap di 6 punti percentuali in Puglia tra centrosinistra e centrodestra.

     

    È in sostanza quanto decreta il sondaggio Ispo per Corriere della Sera, realizzato il 28 gennaio scorso: Pd e co. al 38,1%, berlusconiani al 32,1% e margine dunque più sostanzioso. Di certo i dossier a base numeri e indici circolano da una parte all’altra, e in ogni caso vanno maneggiati con le pinze: perché oltre 20 giorni di campagna elettorale possono sovvertire qualunque trend, e perché lo scostamento fisiologico (intorno al 3%, verso l’alto o il basso) proprio di ogni sondaggio gioca la sua non indifferente parte.

     

    I sondaggi nazionali. Il dedalo dei numeri parte da lontano: naturalmente dalle percentuali nazionali. Martedì Swg e Tecnè hanno snocciolato linee di tendenza analoghe, ma certo non sovrapponibili: il primo sondaggio incorona il centrosinistra al 33,6%, a seguire il centrodestra al 28,1% (entrambi in crescita rispetto alla precedente rilevazione, rispettivamente di 0,8% e 0,3%), poi Movimento 5 Stelle (18%) e coalizione di centro (13,3%); secondo Tecnè (per SkyTg24) centrosinistra al 32,9%, centrodestra al 28,9%, grillini al 16,5% e centro al 13,2%.

     

    La partita al Senato. Ma la partita insidiosa e cruciale si disputa al Senato: se Bersani veleggerà presumibilmente senza intoppi alla Camera (dove dovrebbe intascare il premio di maggioranza nazionale), per essere autonomo anche a palazzo Madama il centrosinistra deve espugnare quanti più fortini regionali possibile. In Puglia ha scatenato reazioni a catena il sondaggio della scorsa settimana a cura dell’Istituto Piepoli, che divaricava la forbice sino a ben 13 punti di gap a vantaggio del centrosinistra. Adesso però le distanze sembrerebbero ridursi, complici magari le scoppiettanti sortite di Berlusconi a proposito di Imu e condono tombale: in Puglia il centrosinistra sarebbe sì ancora avanti, ma di appena 2 punti, con Movimento 5 Stelle (14%) e centro (13%) terzo e quarto. «Oltretutto – spiega un dirigente Pdl vicino a Fitto – tutti i sondaggi nazionali parlano di un distacco tra loro e noi di 4-5 punti: in Puglia è presumibile pensare a una forbice più stretta, visto che il nostro partito qui gode di salute migliore rispetto ad altre realtà». Anche Adriana Poli Bortone, senatrice e capolista Grande Sud, ammette: «Tutti i sondaggi confermano la grande ripresa del centrodestra e di Berlusconi in tutta Italia, e in particolare al Mezzogiorno, dove il contributo della novità politica rappresentata da Grande Sud comincia ad essere visibile, e sarà determinante per la vittoria. Due punti è un distacco recuperabilissimo nelle settimane che mancano al voto». Il focus sulle altre regioni oscillanti, realizzato sempre da Ipr, replica grosso modo lo stesso copione: centrosinistra in vantaggio di 4 punti in Campania e di uno in Lombardia, centrodestra avanti di un punto in Sicilia. E Silvio Berlusconi spera di poter assestare la spallata giusta, con altri colpi di teatro e con blitz elettorali: a Bari dovrebbe far tappa mercoledì 13. Bersani invece sarà in Puglia tre giorni dopo.

     

    La proiezione degli eletti. Chi s’è dilettato a incrociare sondaggi nazionali e regionali proiettando il tutto sulla lavagna dei possibili eletti in Parlamento, sono Youtrend e l’istituto Quorum. In sostanza hanno elaborato una stima sulla base del sistema elettorale e della media delle percentuali che circolano: la Puglia deve eleggere 42 deputati e 20 senatori. Alla Camera 15-18 seggi andrebbero al Pd (i borderline sono Fritz Massa, Ludovico Vico ed Enzo Lavarra), 4-6 a Sel (in bilico Donatella Duranti e Arcangelo Sannicandro), 1-3 a Scelta civica – con Monti, uno all’Udc, uno o nessuno a Fli, 6-8 al Pdl (Rocco Palese e Gianfranco Chiarelli sugli ultimi due gradini a rischio), nessuno o solo uno per Fratelli d’Italia, La Destra e Grande Sud, 3-5 ai grillini e 1-2 a Rivoluzione civile. Al Senato, dando per assegnato al centrosinistra il premio di maggioranza di 11 senatori su 20, 8-9 scranni sarebbero appannaggio del Pd (Cosimo Durante e Gilda Binetti i borderline), 2-3 a Sel (Francesca Abbrescia è terza in lista), e poi 3-5 al Pdl (Luigi D’Ambrosio Lettieri, Antonio Azzolini e Lucio Tarquinio sarebbero così a rischio), uno o nessun senatore a Grande Sud (capolista Poli Bortone), 2-3 al listone di Monti e al Movimento 5 Stelle. Aspettando i prossimi sondaggi. O, più banalmente, l’inappellabile verdetto delle urne.

     

    ELEZIONI 2013, LA GUERRA DEI SONDAGGI

    In Italia – sondaggio Swg (realizzato l'1-4 febbraio, confronto con sondaggio dell'1 febbraio)

    Centrosinistra 33,6% (+0,8%)
    Centrodestra 28,1% (+0,3%)
    Centro 13,3% (-0,9%)
    Movimento 5 Stelle 18% (-)
    Rivoluzione civile 4,9% (-0,1%)
    Fare – per Fermare il declino 1,6% (+0,1%)

    In Italia – sondaggio Tecnè (realizzato il 2 febbraio, confronto con sondaggio del 31 gennaio)

    Centrosinistra 32,9% (-1,4%)
    Centrodestra 28,9% (+0,3%)
    Centro 13,2% (-0,1%)
    Movimento 5 Stelle 16,5% (+0,5%)
    Rivoluzione civile 5,1% (+0,5%)
    Fare – per Fermare il declino 1,5% (+0,4%)

    In Puglia, al Senato – sondaggio Ipr (realizzato il 2 e 4 febbraio)

    Centrosinistra 35%
    Centrodestra 33%
    Centro 13%
    Movimento 5 Stelle 14%
    Altri 5%

     

    Francesco G. Gioffredi (Nuovo Quotidiano di Puglia)

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