FASANO – E’ continuata la serie degli interrogatori di garanzia dei coinvolti nell’operazione “Pezze Vicine” condotta dai Carabinieri della Compagnia di Fasano il 18 aprile scorso e che ha di fatto sgominato un'organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti. Dopo i cinque finiti in carcere (Antonio Bufano, detto “Schillaci”, fasanese di 31 anni; Cosimo Sibilio, detto “Tuttafasano”, fasanese di 31 anni; Biagio Grassi, detto “Cimino” o “Biagino”, fasanese di 40 anni; Carlo De Simone, alias “Carlino”, fasanese di 49 anni; Piero Conversano, detto “ u cafone”, fasanese di 50 anni) anche i quattro per cui sono stati disposti i domiciliari si sono avvaldi della facoltà di non rispondere.
Infatti questa mattina (lunedì 23 aprile) sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari il 33enne fasanese Angelo Schena, il 31enne molese Giuseppe Benito Tanzi, il 38enne fasanese Nicola Cofano e il 44enne fasanese Giuseppe Strada. Tutti, come detto, non hanno risposto alle domande. Altrettanto hanno fatto sette degli otto soggetti a cui è stato disposto l’obbligo di dimora: Paolo Leoci, detto “Pallino”, 43 anni, di Monopoli; Alessandro Ippolito, 37 anni, di Monopoli; Alessandro Grassi, 29 anni, di Fasano; Pasquale Nigri, 30 anni, fasanese; Pietro Sabatelli, detto “Mizzone”, fasanese di 45 anni, Fernanda Marquez Barbosa, 27 anni, brasiliana; Fabrizio Bianchi, 36 anni di Fasano. Ha risposto al giudice negando le accuse e dichiarando di non conoscere gli altri arrestati, invece, il 42enne fasanese Marco Pistoia, detto “Marc Luig”.
Ora si è in attesa che venga definito l’interrogatorio di garanzia per gli ultimi due arrestati nell’ambito di questa operazione, costituitisi sabato scorso (21 aprile) in carcere: Pietro Schena, detto “U Capddut”, fasanese di 42 anni e Pietro Fanigliulo, detto “U Caprar”, fasanese di 37 anni.


