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    Attualità

    Canonizzazione Giovanni Paolo II: quando il Papa andò incontro ad un gruppo di fasanesi

    La testimonianza di Cenzina Ricco del Movimento per la Vita di Fasano: un racconto indimenticabile e sentito
    RedazioneDa RedazioneAprile 27, 20146 minuti di lettura
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    Canonizzazione Giovanni Paolo II: quando il Papa andò incontro ad un gruppo di fasanesi - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Oggi (domenica 27 aprile) è una giornata davvero speciale per i fedeli di tutto il mondo. A Roma Papa Francesco procederà alla santificazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII. Entrambi sono tra i Papi più amati dai cattolici, per la loro capacità di comunicare il messaggio cristiano, la loro l'umanità e forza interiore. Del miracolo di suor Caterina Capitani riconosciuto a Papa Giovanni XXIII abbiamo parlato in un altro articolo ma sono diversi anche i ricordi di Papa Giovanni Paolo II che coinvolgono fasanesi. Riceviamo e pubblichiamo da Cenzina Ricco, presidente del Movimento per la Vita di Fasano, una ricca e sentita testimonianza

     

    "Un Uomo venuto da lontano, che ha preso su di se le sorti dell' umanità ed ha vissuto nel periodo della laicizzazione della politica. La Sua profonda sofferenza interiore, è stata certamente legata alla Legge sul divorzio, che ha favorito la disgregazione della famiglia ed a pochi anni di distanza, la Legge 194 che ha legalizzato l'aborto in Italia e che secondo Giovanni Paolo II°, avrebbe permesso alla scienza, attraverso le manipolazioni genetiche, vedi fecondazioni artificiali, Fivet compresa, eutanasia, ed altre tecniche, all'epoca in via di sperimentazione, un continuo attacco alla sacralità della Vita, all' etica, alla morale, perchè consente la distruzione di milioni di embrioni umani, sacrificati in nome del progresso, tutto finanziato dalle multinazionali, che operano nel settore. La prima domanda che pose al suo Segretario, Monsignor Stanislaw Dziwisz, dopo essersi risvegliato al termine dell'intervento chirurgico, a cui era stato sottoposto per l'asportazione del proiettile che lo aveva colpito nell'attentato in Piazza San Pietro, fu quella di conoscere l'esito del referendum, teso all'abrogazione della Legge 194; Monsignor Stanislaw Dziwisz, gli rispose che solo il 32% aveva votato per l'abrogazione, della Legge. Giovanni Paolo II° gli espresse il proprio pensiero facendogli notare che il quesito referendario era stato posto in modo tale da dare adito all'opposta interpretazione per molti cittadini di Fede Cattolica, che si erano recati alle urne.

     

    Concluse con la frase storica: " Il 32% è pur sempre una buona base per ricominciare". Mons.Stanislaw Dziwisz , riferì ai vertici del Movimento per la Vita Italiano questa affermazione, che diede vigore agli aderenti del Movimento stesso, facendo si che nascessero nelle Diocesi i servizi di accoglienza alla vita ed in tante città l'apertura di Centri di Aiuto alla Vita, Movimenti e Case di accoglienza per ragazze madri.

     

    Il Movimento ed il Centro di Aiuto alla Vita di Fasano, sono particolarmente legati a Giovanni Paolo II°. Nei giorni 15, 16 e 17 aprile del 1983, venne organizzato a Fasano il 3° Convegno Nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita, avente il seguente titolo: "Più cultura alla vita, più vita alla cultura",con presentazione del Convegno stesso, a cura del Movimento per la Vita, nella Facoltà di Giurisprudenza attiva nell' Ateneo di Bari. Nei primi giorni dello stesso mese la Tipografia Schena ci consegnò il materiale divulgativo del Convegno, che visti i tempi ristretti, ci costrinse a portarlo direttamente a Roma, per accelerarne la distribuzione. Il Dr. Angelo Petrella, nel cui studio medico, erano ospitati il Centro di Aiuto alla Vita ed il Movimento, insieme alla moglie, Elia Saponaro ed alla scrivente, parteciparono ad un viaggio a Roma, organizzato dall'Anfass per presenziare ad una Udienza Generale presso la Sala Nervi, con Giovanni Paolo II°.

     

    Quando il Papa giunse sul sagrato della Sala Nervi, vide il manifesto del Convegno, si avvicinò per leggerlo e lo tenne per Se. Gli fu chiesta una Sua speciale benedizione, per il Convegno che si doveve tenere dopo pochi giorni a Fasano. Durante l'incontro mio padre, seduto su di una sedia a rotelle, offrì a Giovanni Paolo II° un cero acceso, pronunciando la seguente frase: "Tu sei la luce del mondo". Giovanni Paolo II°, prima di allontanarsi, riprese l'argomento del Convegno e dopo avermi segnato la fronte con il segno di Croce, mi invitò, a "non mollare mai"nel servizio di difesa della Vita concepita. A tutt'oggi ogni volta che incontro mamme con casi complessi da affrontare, mi ritornano nel cuore la gioia, la profondità di quel contatto e la Sua frase "non mollare mai".

     

    Il 17 aprile, prima della conclusione del Convegno, su esplicito invito di Giovanni Paolo II°, l'allora Vescovo della Diocesi Conversano Monopoli, S.E. Mons. Antonio D'Erchia, veniva invitato a portare il messaggio, il saluto e la Sua Apostolica Benedizione, ai partecipanti al Convegno, provenienti da tutte le Regioni. I presenti rimasero molto colpiti ed entusiasti. Il 25 marzo del 1995, giorno in cui si festeggia la Solennità dell'Annunciazione del Signore, Giovanni Paolo II° promulga l'Enciclica Evangelum vitae con la quale invita tutte le persone di buona volontà a riconoscere il valore e l'inviolabilità della vita umana. Il capitolo 1 fa esplicito riferimento alle attuali minacce alla vita umana; il capitolo 4° intitolato "Una nuova cultura della Vita Umana", "Voi siete il popolo che Dio di è conquistato perchè proclami le Sue Opere meravigliose". Il Popolo della Vita è per la Vita; nelle conclusioni dell'Enciclica, Giovanni Paolo II°, richiama il Capitolo 12 dell'Apocalisse: Nel cielo apparve un segno grandioso: "Una Donna vestita di sole", "era incinta", riferito alla maternità di Maria e della Chiesa. La preghiera finale dell'Enciclica, è diventata per ogni membro del Movimento e dei Centri di Aiuto alla Vita, una costante supplica rivolta al Datore della Vita, che così recita: "O Maria Aurora del mondo nuovo, Madre dei Viventi, affidiamo a Te la causa della Vita: Guarda, o Madre, al numero sconfinato di bimbi cui viene impedito di nascere, di poveri cui è reso difficile vivere, di uomini e donne vittime di disumana violenza, di anziano e malati uccisi dall'indifferenza o da una presunta pietà. Fà che quanti credono nel Tuo Figlio sappiano annunciare con franchezza e amore agli uomini del nostro tempo, il Vangelo della Vita. Ottieni loro la Grazia di accoglierlo come dono sempre nuovo, la gioia di celebrarlo con gratitudine in tutta la loro esistenza e il coraggio di testimoniarlo con tenacia operosa, per costruire, insieme a tutti gli uomini di buona volontà, la civiltà della Verità e dell'Amore a lode e gloria di Dio Creatore e amante della Vita".

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