FASANO – Sei anni e otto mesi: questa la condanna comminata al 72enne fasanese Domenico Giannoccaro, il venditore ambulante di frutta e verdura accusato di aver provocato, con uno schiaffo, la morte del 75enne Vito Trisciuzzi, anch'esso di Fasano. I giudici della Corte d'Assise di Brindisi hanno addirittura calcato la mano nei confronti dell'anziano fasanese (ritenuto colpevole di omicidio preteritenzionale) rispetto alle richieste del pubblico ministero Milto De Nozza che aveva chiesto 5 anni e 4 mesi.
Giannoccaro, nel pomeriggio dell’11 giugno 2013, in via Dante Alighieri, a causa di un litigio per futili motivi (una sedia sottratta), colpì con uno schiaffo al volto Vito Trisciuzzi, 75enne anch'esso di Fasano, che cadde in terra procurandosi ferite che poi lo avrebbero portato alla morte. Giannoccaro, assistito dall'avvocato Caterina Anglani, aveva ammesso di aver colpito Trisciuzzi ma, naturalmente, di non aver mai avuto alcuna intenzione omicida. Dopo lo schiaffo infertogli da Giannoccaro, Trisciuzzi venne ricoverato all’ospedale di Ostuni per una frattura al femore destro a seguito di "dichiarata caduta accidentale" e successivamente, il 15 giugno, trasportato all’ospedale Perrino di Brindisi per un’emorragia cerebrale, dove morì il 26 giugno per una “grave insufficienza respiratoria acuta originata da trauma cranico con emorragia cerebrale intraparenchimale”. I familiari, che avevano raccolto la testimonianza del congiunto prima di morire, denunciarono tutto ai Carabinieri che effettuarono accurate indagini che hanno poi portato all'arresto di Domenico Giannoccaro, ora condannato.


