Fasano – L’Associazione U’mbracchie ha tenuto, lo scorso giovedi 28 maggio in Piazza Mercato vecchio, luogo simbolo delle „battaglie“ di riqualificazione del centro antico lanciate dal sodalizio – la conferenza stampa di presentazione delle „schede di selezione“ che saranno di prossima distribuzione tra i proprietari di palazzi e case nel centro antico e storico di Fasano che si sono resi artefici delle buone pratiche di restauri dei prospetti. Tali „schede“ sono un passaggio importante nell’ambito dell’iniziativa culturale denominata Premiazione dei restauri nel Centro Antico e storico di Fasano, giunta alla seconda edizione.
Le “schede”, che saranno distribuite e recapitate a cura dell’Associazione, dovranno essere compilate entro il 15 luglio e restituite scansionate alla mail dell’associazione : umbracchie.fasano@gmail.com .
I dati raccolti attraverso tali schede serviranno a trarre notizie sulle caratteristiche degli immobilli, sui progettisti, sulle maestranze e sulle modalità di restauro anche tra differenti proprietari di un comparto che abbiano uniformato il restauro delle rispettive proprietà alle regole previste dal Regolamento edilizio comunale.
Il presidente dell’Associazione Vito Ventrella ha, nell’occasione, ribadito la estrema importanza della cura dei prospetti dei palazzi e delle case del nostro centro antico, poiché questi rappresentano le “quinte teatrali” che formano e caratterizzano la bellezza del paesaggio urbano. Ridonare bellezza a questi luoghi storici, nel rispetto delle tradizioni architettoniche, fa identità culturale, senso di comunità, bellezza che migliora la qualità della vita dei cittadini e di quanti visitino la nostra città.
Un richiamo forte è stato anche rivolto alla categoria dei tecnici e al ruolo centrale degli uffici comunali. I primi accompagnino e sensibilizzino i cittadini a scelte coerenti con il “piano del colore”, per altro molto spesso più economiche di soluzioni brutte e incoerenti con il nostro paesaggio urbano, mentre gli uffici vigilino e controllino sugli interventi in violazione delle norme, anche con azioni dissuasive e di interlocuzione che creino un dialogo con quanti hanno difficoltà a cogliere l’aspetto collettivo e pubblico di scelte che riguardano la proprietà privata che tuttavia incidono e formano il paesaggio urbano, il bene pubblico, di tutti e per ciò sottoposto ad una disciplina pubblica.


