In data 7 marzo 2026, l’Associazione Internazionale Docenti (SAID) ha celebrato presso la propria sede di Via Intendenza 18/a, a Bari, il 26°anniversario della Giornata Internazionale della donna, con l’evento “Suggestioni al femminile”, edizione 2026. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’Associazione Mondo Antico e Tempi Moderni, rappresentata dal presidente prof. Nicola Cutino e con il Comitato UNESCO di Bari Metropolitana.
Quest’ultimo, per voce del suo presidente Piero Bello, ha sottolineato nel corso dell’evento come la Giornata Internazionale della donna rappresenti una delle celebrazioni più significative per l’UNESCO a livello mondiale.
L’evento ha goduto di patrocini di prestigio, tra cui il Comune di Bari e lo stesso Comitato UNESCO di Bari Metropolitana, confermando l’alto valore dell’iniziativa.
La manifestazione ha unito riflessione e intrattenimento in un programma sapientemente orchestrato dalla prof.ssa Virna Iacobellis, presidente della Said – sezione di Bari.
La professoressa ha presieduto e moderato l’incontro, con equilibrio, professionalità e grazia, in un clima di grande cordialità nell’ambito del Progetto Said Show e in linea con il tema ONU 2026 “Rights. Justice. Action. For ALL Women and Girls“.
La manifestazione, oltre a importanti rappresentanti delle Istituzioni, ha visto la partecipazione di pregevoli personalità nel campo della musica, del teatro, della pittura, della saggistica e della poesia.
Il filo conduttore ideato dalla prof.ssa Virna Iacobellis, ha celebrato la Festa della donna, in chiave innovativa, trasmettendo messaggi di positività e speranza, che vanno oltre l’attuale e complessa condizione femminile, peraltro ben delineata dai rappresentanti delle Istituzioni, intervenuti alla matinée.
Angela Perna, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Bari, oltre a evidenziare la persistenza di retaggi legati al maschilismo e al patriarcato, ha illustrato le significative iniziative della Regione Puglia e del Comune di Bari in tema di sensibilizzazione, sicurezza ed educazione all’affettività. Tra le varie proposte concrete, ha citato anche il Bilancio di Genere e il progetto volto a garantire una vita dignitosa ai figli delle vittime di femminicidio.
Paolo Fabiano, Generale di Divisione RIS dell’Arma dei Carabinieri, parlando di violenza di genere, ha evidenziato come, nonostante le procedure sancite nel 2019, dal “Codice Rosso”, quali il braccialetto elettronico, l’allontanamento d’urgenza, l’arresto del reo, sia ancora complesso garantire risposte tempestive ed efficaci: la giustizia, di solito, interviene a reato avvenuto, mentre la vera risposta sta nella prevenzione, per evitare la tragedia.
Lo storico e saggista Nicola Cutino, dati alla mano, ha spiegato il fenomeno della violenza di genere e come questa violazione dei diritti umani, radicata in squilibri di potere e stereotipi, si manifesti anche come reazione al desiderio di autonomia delle donne, esprimendosi attraverso abusi fisici e psicologici.
Il professore ha, inoltre, trattato la cultura woke che promuove nella collettività una maggiore consapevolezza, contrastando attivamente ogni forma di discriminazione legata all’identità di genere o all’orientamento sessuale. Oltre ad una efficace riforma giuridica occorre che nella società maturi un profondo cambiamento culturale, basato sull’educazione alla non violenza.
Tutti i relatori, analizzando temi così complessi, hanno offerto spunti per una riflessione lucida e acuta sulle criticità attuali, prospettando al contempo un futuro migliore.
I loro interventi sono stati armoniosamente alternati a momenti musicali e lettura di testi poetici, creando un equilibrio tra informazione e intrattenimento, questo di non minor importanza rispetto all’approfondimento.
I Maestri Giuliano Cilimberti e Rodolfo Ventrella, con l’attrice Lucia Coppola hanno arricchito l’evento con le loro tanto apprezzate performance musicali, canore e attoriali.
Il focus dei brani proposti è stato dedicato alle suggestioni al femminile, tema su cui vertevano anche i testi poetici; anch’essi hanno sortito nei presenti un incisivo impatto, parlando alla loro sensibilità.
Tra i numerosi poeti intervenuti, Natalizia Pinto ha presentato la sua lirica “Canto del nostro amore”, tratta dall’omonimo monologo, composto ed interpretato con successo dall’autrice nel 2025. L’opera è permeata di suggestioni e incentrata sul ricordo di un amore contrastato tra due giovani, divenuti ormai entità spirituali.
Il canto “aleggia da oltre un secolo” nel luogo che “custodisce in sé e protegge, sin da allora, l’amore di lei e del suo amato, che con un canto sempre placa l’inquieto spirito della sua adorata.” Quelle virgolettate sono alcune parole pronunciate dalla Pinto per introdurre la sua lirica, ricca di sentimento ed empatia.
La poesia è caratterizzata da un linguaggio evocativo, impressionistico, fatto di sensazioni tattili, visive e uditive, capace di trasmettere emotività e suggestioni di puro lirismo.
La struttura basata sull’anafora, con la ripetizione di Sono, e sull’apparente semplicità richiama la tradizione dei canti popolari, dove il sentimento è espresso in modo diretto. La composizione, difatti, ha l’andamento di un antico canto popolare
in cui le parole dell’innamorato prendono voce e risuonano nella natura.
I versi intonati dal giovane amante sono espressione dell’eterno femminino insito anche nell’uomo: una componente che lo contraddistingue per la delicatezza dei sentimenti e la spiccata sensibilità.
Panisticamente, egli stesso si identifica e rivive in tutto ciò che lo avvicina all’amata: nel vento leggero, nel papavero dei campi …
Tutto è intriso di sottile languore nella ricerca dell’amata, in un’atmosfera melanconica, ma anche fresca e naturale.
I due amati sono identificati con elementi naturali in corrispondenza tra loro: vento : rosa; viandante : acqua; papavero : musica.
Questi sono topoi della poesia classica: sono immagini archetipiche che qui si rinnovano per terminare con la figura del papavero
che ascolta la tua musica di voce fanciulla / che canta l’estate della mia fioritura.
Il testo segue un percorso preciso: l’amore è espresso come una ricerca che, partendo in modo delicato, arriva al culmine diventando necessità vitale di acqua per il viandante assetato e alla fine si placa nell’ascoltare la voce della giovane amata. La lirica diventa così un canto nel canto, in cui i ruoli di chi canta e di chi ascolta diventano complementari in un continuum che non ha fine.
Sebbene l’immagine finale suggerisca la fugacità della vita terrena, in contrasto, la poesia trasmette un’idea di resilienza, di sublimazione del dolore: la sofferenza dell’amore contrato, del distacco e della morte viene superata attraverso un’elevazione spirituale che trasforma una storia struggente in un messaggio di eternità e di speranza.
Ed era proprio questo l’obiettivo che l’evento “Suggestioni al femminile” si proponeva: trasmetter pensieri positivi.
La platea lo ha compreso appieno e meritatamente ha tributato a Natalizia Pinto e a tutti i partecipanti all’incontro sentiti applausi, vivaci consensi ed unanimi acclamazioni.


