Fasano – Un celebre film del 1979 diretto da Francesco Rosi, trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Carlo Levi, si intitola “Cristo si è fermato a Eboli”. Il nome dell’opera riprende un antico proverbio dei contadini lucani, volto ad evidenziare come, in quelle povere terre, la civiltà, lo Stato e il progresso non fossero mai arrivate.
Chi volesse rievocare un’esperienza simile nel nostro contesto territoriale, potrebbe decidere di percorrere via Sant’Elia, nel tratto che da via Piave conduce a corso Perrini. In una città, come la Nostra, interessata incessantemente da lavori di ammodernamento e costruzione di opere pubbliche, si troverebbe al cospetto di un paesaggio alieno, abbandonato alla più totale incuria, quasi che il tratto di città in questione appartenesse a un altro mondo.
Il manto stradale, ridotto a un colabrodo, è stato reso disomogeneo dai raffazzonati interventi di “manutenzione” stratificatisi negli anni, pregiudicando notevolmente il traffico veicolare e impedendo totalmente la circolazione di persone con difficoltà di deambulazione.
L’assenza di marciapiedi uniformi, poi, espone costantemente i numerosi anziani residenti al rischio di incidenti e cadute, la cui responsabilità ricadrebbe unicamente sull’amministrazione competente ad adottare i necessari accorgimenti.
La situazione è ulteriormente aggravata nelle giornate con condizioni meteorologiche avverse, quando le piogge, impetuose, trasformano la piccola via nel letto di un torrente.
Se a ciò si aggiunge la scarsissima illuminazione pubblica offerta con le nuove luci a led e la pressoché totale assenza di interventi da parte degli operatori della nettezza urbana (al fine di tenere pulita la pubblica via da rifiuti e deiezioni animali), ben si comprende come questo stato di cose sia divenuto intollerabile per i residenti.
Non essendo state sufficienti le sollecitazioni private, auspichiamo che questa pubblica denuncia non trovi sorda l’Amministrazione, cosicché nessuno possa dire che “Zac si è fermato in via Piave”.


