Fasano – Ieri 18 ottobre la Sala Polifunzionale della Biblioteca di comunità “I Portici – Ignazio Ciaia” è stata il bacino che ha accolto curiosi ed esperti del territorio con l’obiettivo di dare valore e rilevanza a luoghi poco noti dell’agro fasanese.

Come già abbiamo raccontato nel numero di settembre del mensile Osservatorio, a Pezze di Greco il Gruppo Archeologico “Valle d’Itria” ha condotto delle ricerche archeo-speleologiche a Parco di Timo, rinvenendo una grotta naturale e un frantoio ipogeo non accatastati. Tale indagine è stata approfonditamente riportata nel n. 61 della rivista Terrae, la nuova veste di una collana edita dalla BCC di Locorotondo che negli ultimi due numeri ha scelto di allargare il campo di interesse a tutta la Valle d’Itria.

L’occasione per presentare i lavori ha visto intervenire i padroni di casa, il sindaco Francesco Zaccaria e l’assessore alla Cultura Cinzia Caroli, il direttore di Terrae, Mario Gianfrate, e gli autori degli articoli. In particolare, la parola è passata da Domenico Tamborrino, Domenico Vincenzo Pascali e Adelaide Soleti, che hanno spiegato e raccontato l’indagine a Parco di Timo, e Franco Paolucci che, invece, ha spiegato brevemente l’origine dei trulli in Puglia con particolare riferimento al Tempietto di Seppannibale di Fasano.

L’incontro, moderato dalla giornalista Sara Altamura, è stato fortemente voluto da Antonio Convertini, presidente della Banca di Credito Cooperativo, editore della rivista. «Terrae nasce come strumento di conoscenza e narrazione collettiva, capace di valorizzare la memoria, le tradizioni e la trasformazione dei luoghi. Vogliamo dare voce – sottolinea Antonio Convertini – alle realtà dove sono presenti le filiali della BCC. In questo senso, la rivista intende diventare un ulteriore punto di riferimento per la cultura locale».


