FASANO – È un’accoppiata assolutamente vincente quella del pianista Danilo Rea e del trombettista Flavio Boltro. I due noti maestri della musica jazz italiana, nella serata di ieri (giovedì 7 aprile), al Teatro Kennedy, hanno incantato il pubblico di Fasanomusica con il concerto Opera, raffinata dimostrazione di come si possano combinare generi in apparenza lontani come il jazz e la lirica.
A precedere l’esibizione è stato un preambolo esplicativo del critico musicale Ugo Sbisà che ha voluto sottolineare l’originalità del progetto dei due musicisti. Il loro repertorio, che commistiona le melodie dell’opera con i ritmi e le atmosfere del mondo jazz, ben si collega ad alcune parafrasi scritte, su brani lirici, dai virtuosi dell’800, come Liszt e Paganini, e ancora ai musicisti di colore di New Orleans, patria per eccellenza del jazz, che amavano creare nuove elaborazioni dalla canzone lirica, in particolare italiana. Citando Jelly Ron Morton, primo grande compositore e pianista della storia della musica afro-americana, il giornalista ha ricordato: «Con il jazz si può suonare qualunque cosa, qualunque genere di melodia, l’importante è avere l’idea del jazz nella testa. E ha aggiunto: tutto è possibile sotto il cielo dela musica, ma occorre avere buon gusto e onestà intellettuale».
Ecco spiegato, dunque, il perfetto legame musicale targato Rea-Boltro: i due sono riusciti a trasmettere tutta la loro energia pur conservando un registro armonico, quasi romantico, particolarmente appaludito dai presenti. Il virtuosismo del pianista e il vigore del trombettista hanno percorso di pari passo tutto il cammino musicale, toccando tra i tanti Monteverdi, Puccini e Bellini, lasciando talvolta spazio all’improvvisazione. Impossibile non riconoscere e apprezzare la Sinfonia del Barbiere di Siviglia, riproposta con un tocco davvero unico e coinvolgente.


