FASANO – Ieri sera, giovedì 7 agosto, Piazza Mercato Vecchio a Fasano ha ospitato un evento di straordinaria risonanza emotiva e culturale: “Un Concerto per Ricordare il M° Mosè Petrella Tirone”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione “Ignazio Ciaia” si inserisce nelle celebrazioni del bicentenario della costituzione della banda musicale fasanese e nell’ambito del Festival della musica ritrovata “Fasano in Banda”, ideato dal M° Silvestro Sabatelli.
Nonostante la numerosa affluenza di pubblico, la serata ha saputo mantenere un’atmosfera intima e profondamente sentita, merito soprattutto della commovente presenza dei figli del Maestro, Giorgio e Riccardo Petrella-Tirone. La loro partecipazione ha aggiunto un tocco personale e autentico, trasformando l’omaggio in un momento di ricordo familiare e collettivo.
Durante il concerto, magistralmente eseguito dalla banda “Ignazio Ciaia” e diretto per l’occasione dal vice maestro Giovanna Di Carolo, è stato presentato alla cittadinanza un progetto ambizioso e di grande valore: la realizzazione, proprio a Fasano, di un archivio nazionale delle partiture di musica ritrovata. Un’iniziativa che mira a recuperare e preservare il patrimonio musicale di compositori spesso dimenticati, a partire proprio da figure come quella del M° Mosè Petrella-Tirone.
Il Maestro Mosè Petrella-Tirone, nato a Fasano nel 1906, ha dedicato la sua intera esistenza alla musica. Dalle prime esperienze come “bandista” nei complessi pugliesi, fino all’arruolamento nella Regia Marina, dove divenne prima cornetta nella banda ufficiale di 120 elementi. Dopo il congedo nel 1946, il suo cammino lo riportò a Fasano, dove fu chiamato dal M° Pedote per riorganizzare il prestigioso corpo bandistico. La sua instancabile opera di riorganizzazione si estese poi a Roccella Ionica e lo portò a completare gli studi musicali interrotti dalla guerra, ottenendo il diploma di composizione, armonia e contrappunto a Firenze, città dove poi si stabilì con la famiglia.
La sua carriera è proseguita con intensa attività di maestro bandistico in Sicilia e Calabria, insegnando materie musicali e fondando scuole private, preparando e lanciando giovani talenti nel mondo della musica. Ha creato e curato quartetti, quintetti e ottetti, adattando per strumenti a fiato schemi compositivi derivati dalla musica da camera e classica, presentati anche su scala regionale. Contemporaneamente, ha avviato una proficua collaborazione con la casa musicale “Saporetti e Cappelli” di Firenze, che ha pubblicato le sue numerose composizioni, tra cui marce sinfoniche, funebri, scherzi e piccoli studi. Il Maestro Petrella-Tirone è scomparso a Firenze nel 1982.
La serata è stata condotta con maestria dal giornalista Franco Lisi, che ha saputo guidare il pubblico attraverso le tappe salienti della vita del Maestro e introdurre con chiarezza il progetto dell’archivio. La partecipazione dei figli Giorgio, ingegnere e consulente d’azienda residente a Firenze, e Riccardo, politologo di fama internazionale che vive a Bruxelles (e che fu presidente dell’acquedotto pugliese nel 2005-06), ha reso l’evento ancora più toccante, condividendo aneddoti e ricordi che hanno dipinto un ritratto vivido del padre.
L’omaggio al M° Mosè Petrella-Tirone non è stato solo un momento di ricordo di un grande musicista fasanese, ma anche un passo concreto verso la valorizzazione e la riscoperta di un patrimonio culturale immenso, con la prospettiva di un futuro archivio nazionale che possa custodire e rendere fruibile la musica ritrovata per le generazioni a venire.


